Siccome nel postino in questione si parlava di GB (il nolano, non l’apocalisse portatile che ci ritroviamo dentro casa), ci andava di ricondividerlo. Ed effettivamente c’è dentro un gioiellino di dialettica da tramandare ai posteri…

Nel campionato di rivalutazione post mortem portato avanti dalla chiesa, è arrivato il momento di Giordano Bruno. Bene, bravi, gli ci vogliono quei 400 anni di riflessione ma c’arrivano.
Poi vai a leggere cosa dice il buon Nicola Cabibbo, presidente della Pontificia Accademia delle Scienze (ma guarda, il vecchio Galileo…):

“Il problema sono il processo e la condanna… Non sarà facile riconoscere che non c’era alcuna ragione per metterlo al rogo.”

Prego? Boh, avremo capito male. Andiamo a controllare su varie fonti, cartacee e non. La citazione è identica. Allora, è ufficiale: capolavoro assoluto! Era dai tempi di Donald Rumsfeld (ricordate? “Se non hai la prova che qualcosa esiste, non significa che hai la prova che non esiste”) che non si sentiva una tale meraviglia.
Se poi, sulla stessa pagina di giornale, scopriamo che forse David Carradine è stato fatto funambolicamente fuori da qualche setta segreta di arti marziali, beh, la giornata è svoltata.