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Rock Movie Craziness Part 2: The Italian Addenda

17 febbraio 2019

Io sono Mia, come direbbero quelli che scrivono bene, ha catturato l’attenzione di quasi 8 milioni di italiani. Considerati pure i 6 milioni e passa del Fabrizio De Andrè – Principe libero l’anno scorso, è il momento giusto per lanciarsi sulla pista calda.

Opzione Rai 1: Io sono Riccardo, le canzoni, le donne, le audaci imprese di uno dei cavalieri del pop melodico made in Italy, dalle magie di Piccola Katy e Pensiero alle lotte intestine con Roby Valerio Dodi, dall’amore contrastato per Patty Pravo alla riconciliazione con Viola Valentino, dal primo difficile periodo solista al successo ritrovato, dagli obbligatori contrasti con la casa discografica fino all’altrettanto obbligatoria apoteosi sanremese con Storie di tutti i giorni.

Opzione festival: Ivano e Mia, tutto quello che avreste voluto sapere sulla travagliata liaison tra uno tra i più grandi cantautori e una delle voci supreme della musica italica, e che in tv non vi è stato possibile vedere. Le canzoni, la gelosia, la collaborazione, i litigi, la creazione, la distruzione. Controindicazione: le querele di Fossati e la parte di budget da deviare sugli avvocati.

Opzione film maledetto: quello che da 50 anni nessuno si azzarda a mettere in cantiere, Ciao amore ciao ovvero Gli ultimi giorni di Luigi Tenco nella città dei fiori. A metà tra mélo scatenato e thriller complottista. I tormenti kobainiani del protagonista, l’incoscienza di Dalida, l’ottusità di Mike Bongiorno, grappe di pere, tavoli da biliardo, biglietti d’addio, lo spettacolo che deve andare avanti.

Opzione documentario: I mistici dell’Occidente, o le derive spirituali della scena italiana d’avanguardia dagli anni ’70 in poi: il Nepal di Rocchi, il convento di Camisasca, il sufismo di Battiato, le deviazioni spaziali di Mino Di Martino e i voli etnici degli Aktuala, le impennate trascendenti di Alice e Giuni Russo.

Opzione serie Sky: Casa Cramps, un’immersione stordente nel mondo dell’etichetta del mefistofelico Gianni Sassi, tutta un’abbuffata di Area, Finardi, Camerini, Skiantos, in mezzo all’incessante fragore delle molotov, delle P38, degli attentati, della polizia in tenuta antisommossa, delle manifestazioni, degli operai, degli studenti, degli autonomi, degli anarchici, dei terroristi neri, dei terroristi rossi, della controcultura, delle radio libere, di Parco Lambro, fino alla morte di Demetrio Stratos, al concerto in suo onore, al cupio dissolvi del Movimento.

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Ex Libris 338 (GB e la caccia)

17 febbraio 2019

Foto del 17-02-19 alle 10.51

“Ti è piaciuta la caccia Giordano?”
“Vuoi tu conoscere il mio più schietto pensiero, Philip, o ti aggrada ch’io mi dica divertito ed ammirato?”
“Ti sarò grato se vorrai palesarmi il tuo pensiero, senza riserva alcuna.”
“È ben vero che sono divertito ed ammirato per lo spettacolo cui ho avuto la fortuna di assistere. Ma mentre con affanno cercavo di tenerti dentro mentre gagliardamente galoppavi, non potevo impedire al mio pensiero di annodare le sue trame. E mi son chiesto come e perché l’arte dei cacciatori, che a me pare una maestrale insania, una regale pazzia e un imperial furore, sia ritenuta una virtù, una religione, una santità, e che sia grande onore per un uomo farsi carnefice ammazzando, scorticando, squartando e sbudellando una bestia selvatica. Tutta la gloria e l’eroismo della venazione è nell’uccidere animali per il solo gusto di dar sfogo ai fieri spiriti di nobili e sovrani.”
“Sono sorpreso da ciò che dici, Giordano ché la caccia sin dai tempi antichissimi è stato esercizio vitale però la sopravvivenza della specie umana, e segno di virili energie.”
“Ben lo so, Philip. Ma rifletti: l’esser beccaio è stimato esercizio ed arte più vile che l’essere boia, perché questo si dà a torturare membra umane ma è tuttavia al servizio della giustizia, e quello ferisce invece le membra di una povera bestia ma al servizio di una disordinata gola cui non basta il cibo generosamente fornito da madre natura. E dunque l’essere cacciatore è esercizio ed arte non meno ignobile e vile che l’esser beccaio. Esser carnefice d’uomini è cosa infame; esser beccaio, cioè boia di animali domestici, è stimata cosa vile. Ed esser boia di bestie selvatiche sarebbe onorevole e darebbe buona reputazione e gloria? E i cacciatori sarebbero intrepidi eroi, puri d’animo e di costumi?”

Sanremo: Top 40

14 febbraio 2019

Più o meno contagiati dall’avito festival e dalle classifiche storiche connesse decidemmo anche noi di proporne una fatta in casa.

Effettuata una più o meno ardua selezione preventiva (con la regola di scegliere un solo brano per gruppo/artista, anche se furono presenti in più reincarnazioni: ergo, obtorto collo, dentro Matia Bazar fuori Antonella Ruggiero, fuori i Decibel dentro Enrico Ruggeri, fuori i Denovo dentro Mario Venuti), i 40 pezzi sopravvissuti sono stati sottoposti alla valutazione di una insindacabile giuria composta da noi 3 (per convincere GB a prestarsi sono stati dolori, ma ce l’abbiamo fatta).

Questo è il risultato, e le sorprese – grazie anche alla variabile impazzita gibilesca – non mancano. Provateci anche voi. (Ovviamente abbiamo cercato per i link le esibizioni sanremesi, ma non sempre purtroppo erano disponibili, chiediamo venia.)

  1. Dormi e sogna
  2. Gianna 
  3. La terra dei cachi
  4. In bianco e nero
  5. Vivo sospesa
  6. Gatto matto
  7. Caffè nero bollente
  8. Tutti i miei sbagli
  9. Morirò d’amore
  10. Maledetta primavera 
  11. Re
  12. Ma che freddo fa
  13. Ciao, amore, ciao
  14. Io confesso
  15. A me mi piace vivere alla grande
  16. Maledette malelingue
  17. Vacanze romane 
  18. Per Elisa
  19. Radioclima
  20. La folle corsa
  21. Piove (ciao ciao bambina)
  22. Salirò
  23. Il solito sesso
  24. Tutto quello che un uomo
  25. E non finisce mica il cielo
  26. Piazza grande
  27. Crudele
  28. Il paese è reale
  29. La cometa di Halley
  30. Di sole e d’azzurro
  31. Un’emozione da poco
  32. Prima di andare via 
  33. Per una bambola 
  34. Un’avventura
  35. La musica è finita
  36. Luce (Tramonti a Nord Est)
  37. Canzoni alla radio 
  38. Margherita non lo sa 
  39. Storie di tutti i giorni
  40. Nuovo swing

 

La top ten di Ale

Vacanze romane

Dormi e sogna

Maledetta primavera

La cometa di Halley

In bianco e nero

Radioclima

Nuovo swing

Gianna

Ciao, amore, ciao

Io confesso

 

La top ten di Vale

Dormi e sogna

Gianna

La terra dei cachi

In bianco e nero

Caffè nero bollente

Di sole e d’azzurro

Morirò d’amore

Tutto quello che un uomo

Per Elisa

Un’emozione da poco

 

La top ten di GB

Gatto matto

Tutti i miei sbagli

La terra dei cachi

Vivo sospesa

Re

Gianna

A me mi piace vivere alla grande

Maledette malelingue

Salirò

Caffè nero bollente

 

Premio speciale alla migliore edizione

50a Edizione, anno 2000

 

Premio speciale alla migliore conduzione

Raimondo Vianello con Eva Herzigova e Veronica Pivetti, 48a Edizione, anno 1998

 

Ex Libris 337 (migrazioni, invasioni, integrazioni)

3 febbraio 2019

La maggior parte delle specie, siano esse animali o vegetali, che oggi consideriamo invasive è arrivata così, fuggendo dai luoghi in cui l’uomo riteneva fosse possibile mantenerle confinate. A voler essere precisi, non solo le specie che oggi consideriamo invasive, ma la maggioranza delle piante che riteniamo parte del nostro ambiente da sempre, sono in effetti soltanto dei migranti di più o meno lunga data. Piante che oggi sono percepite come parte del patrimonio culturale sono soltanto delle straniere che si sono ben integrate.

Rock Movies Craziness

31 gennaio 2019

Bohemian Rhapsody ha fatto il botto in Italia, e a rimorchio sta per arrivare Rocketman (proponiamo di lanciarlo col claim: Dal regista che ha finito quel certo film sui Queen perché a Bryan Singer non gli andava di andare sul set o comunque c’aveva un po’ di accuse di molestie sul groppone e che non stava sui titoli di coda per colpa del sindacato dei registi, ecco la biografia di quel tizio con gli occhiali buffi che non è vero porti sfiga agli amici anche se Versace e Lady Diana ci sono rimasti). Ergo è il momento dei biopic musicali, e noi – sempre sul pezzo – abbiamo diverse idee sul tema da proporre al miglior offerente.

Opzione blockbuster: Stairway to Heaven (Do What You Wilt), la storia dei Led Zeppelin tra il 1970 e il 1971. Visto che Bohemian finisce con un’apoteosi live, noi invece inizieremmo con una Whole Lotte Love dal tour americano della primavera ’70. Poi, titoli di testa su distruzione di albergo, con magari Good Times Bad TimesCommunication Breawkdown sopra, e stacco totale: campagna inglese, canti di uccelli, cavalli al pascolo, insomma, Bron-Yr-Aur e l’immersione folk della seconda facciata di Led Zeppelin III. Quindi, l’accidentata strada verso i four symbols, con in mezzo tutte le fascinazioni esoteriche di Page (Lucifer Rising, Crowley e compagnia bella), la crescita del legame con Plant, i controcanti sardonici di Jones, la furia di Bonzo, fino al tripudio paradisiaco/diabolico di Stairway.

Opzione indie: Bell/Sill, le tristi vite parallele di Chris Bell e Judee Sill, due tra le più malinconiche stelle dissolte della musica statunitense anni ’70. Lui, il leader dei primi favolosi Big Star insieme ad Alex Chilton, prima di tornare a lavorare nel ristorante del padre, combattere con la depressione, morire in un incidente senza poter vedere l’uscita del suo celebrato debutto solista; lei, la cantautrice spirituale, bisessuale, teosofa e drogata, prima scelta di David Geffen per la Asylum, prodotta da Graham Nash, possibile concorrente di Joni Mitchell e Laura Nyro, morta di overdose dopo due album tanto belli quanto misconosciuti. Pianoforti in minore, chitarre tintinnanti, malinconie, rimpianti, il sole spietato della California, la faccia oscura di Memphis, gli aneliti all’assoluto, il cupio dissolvi.

Opzione italiana: Sorrenti, Alan e Jenny, un tourbillon che parte dagli esplosivi anni dell’avanguardia rock italiana di inizio ’70, gli open festival, le arie di rivoluzione, le sperimentazioni, le contestazioni, i viaggi, i miraggi. Atto 1: Alan è il Tim Buckley italiano, Jenny l’eccentrica cantatrice prog dei Saint Just. Atto 2: Anni dopo, Alan è lanciato nel firmamento dance, mentre Jenny collabora con Pino Daniele e De Gregori. Atto 3: Anni dopo ancora, Alan ha scoperto il buddismo, e si divide tra le rimpatriate progressive e le melanconiche comparsate a I migliori anni, Jenny ha scoperto la musica medievale e celtica e coltiva il suo piccolo culto. Si ritrovano in un locale a cantare Vorrei incontrarti e Suspiro, come ai vecchi tempi.

Opzione serie tv: Fleetwood Mac Saga, 30 anni (ormai sono 50, ma a farseli tutti non si finirebbe più) di delirio soap rock. Ingredienti: english blues al suo acme, chitarristi genii che escono di capoccia per l’lsd, altri chitarristi che escono per comprare il giornale e finiscono in una setta religiosa, band fake che girano con lo stesso nome, rilocazioni in California, doppie coppie che si formano e si sfasciano, psicodrammi in forma di album da decine di milioni di copie, ipersuccesso, ipereccessi, litigi feroci, riconciliazioni più o meno opportuniste. Almeno tre stagioni.

Opzione musical: Dopo Un’avventura, La sposa occidentale. Un maestro solitario che fischietta ariette d’oblio a Tubinga si innamora di una ragazza timida molto audace studiosa di Hegel, le impianta sul terrazzo un’impastatrice industriale, vorrebbe ricoprirla di cioccolata, ma lei si sta allontanando, la loro relazione era tutta apparenza, era campata in aria. Lui diventa un Don Giovanni, chissà che succederà alla ragazza, ad ogni modo continua a dirsi: “Si sopravvive a tutto per innamorarsi.”

Ex Libris 336 (detenzioni)

20 gennaio 2019

Un animale umano chiuso in una cella si trova, a fare sonni agitati, trasformato in uno scarafaggio. Avevo una cella singola, infima, sconcia, non davo nemmeno più la caccia agli scarafaggi. Solo alcuni sanno arrampicarsi sui muri, come Gregor: di notte sentivo i miei cadere giù dall’alto. In galera le luci sono un tormento: non ci sono per chi voglia leggere, ci sono per chi voglia dormire. Il corpo a corpo fra dentro e fuori che attraversa la Metamorfosi e l’intera vita di Kafka – Gregor dentro uomo e fuori insetto, la casa colpita dalla sventura e la vita felice di fuori, la finestra e le porte che escludono e chiudono – è l’essenza della galera. Qualcuno doveva aver calunniato Franz Kafka, perché diventò un forte esperto di detenzione domiciliare.

These are the songs of my life: Byrds Edition

15 gennaio 2019

Gene Clark inventa il rock americano.

Roger McGuinn fa splendere il sole sui jingle jangle mornings

Clark/McGuinn/Crosby decollano nel cielo della mente.

McGuinn/Hillman coniano la perfetta rock song autoriflessiva.

David Crosby si abbandona all’estasi free form (o “weird shit”, come dice lui)

I Byrds modellano la più bella cover di Dylan della storia, e sfornano forse la più bella cover della storia in assoluto (riuscendo a lasciar fuori da un album una cosa del genere, che provocherà la trasformazione di Crosby in cavallo).

Chris Hillman sogna meravigliosi sogni hippy.

Gram Parsons concilia il cosmo e il vento polveroso del west.

McGuinn canta la struggente fine dell’innocenza, e torna a inseguirla in una caccia epica e crepuscolare.

 

Ex Libris 335 (una cento mille Lazio)

6 gennaio 2019

Pensa alla spavalderia di Chinaglia e poi leggi quanto afferma Alessandro Piperno, scrittore premio strega: “A dispetto di quel che normalmente si pensa, l’orgoglio ha senso solo se coltivato privatamente. Se lo ostenti diventa triviale e insincero: come certe forme un po’ grottesche di patriottismo. Del resto, i veri libertini non vanno in giro a raccontare le loro scopate. Questo vale anche per l’orgoglio di essere laziali. Che è parte integrante della mia interiorità. Uno state of mind, direbbero gli inglesi. Ecco perché non vado pazzo per la Lazio ‘stile Di Canio’. La mia Lazio è una squadra signorile e autoironica. È sobria e un po’ blasée. Aristocratica anche nei suoi colori sociali. Hai presente certe giornate romane d’inverno: terse, gelide, soleggiate? Quella per me è la Lazio. Una squadra felpata e serafica, mai arrembante o preda di trance agonistica tipo la Juve di Antonio Conte”.

Buon anno di luce, armonia, connessioni e rivoluzioni

30 dicembre 2018

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Ex Libris 334 (geometria dell’estasi)

23 dicembre 2018

Poesie erotiche

Ma l’estasi, ma l’io senza più io?
Da quanti anni ormai lo chiedo ai cieli
un cuore perpendicolare al mio
e mi arrivano tutti paralleli!

Diario di bordo di Gravity’s Rainbow – parte 2

20 dicembre 2018

Gabbiani champagne fox-trot J’ai deux amis Savile Row Wehrmacht bambini piovra granchio vino linee di forza casinò Blocco Trotzkista minestra sotterfugi grog Comandi Supremi Himmler-Spielsaal chiffon tetrafluoruro di carbonio flirt Interazione Slothropiana sifone capezzoli Mediterraneo Grande Aquilone Viola toga Asso cacarella “dèi pneumatici” Ala Proibita VAFFANCULO Rossini mezzanotte “mercato nero” Plasticman motrice corazzata croupier Controllo retrovia Fu Manchu americanismo Principe di Galles consumazioni Stato di Schizofrenia fisarmonica Creatore raid impotente “spirito guida” “volto scombrideo” Avventura calca rifugio nausee judo James Cagney cuspide anticomplotto Pompadour Altro Mondo Kazoo Band gorodki corteccia cerebrale Saggezza portacenere cul-de-sac Pavlovia intonaco Severin iprite Terra di Nessuno stivali malacca Saliente Domina Notturna Escherichia coli “altezza selvaggia” Paranoia Systems of History Retroazione estraneità radioguida Sorriso Perplesso Troni Celesti Imipolex fuochi d’artificio figurino Vicario della Morte Tom Mix Teatro delle operazioni Alice nel paese delle meraviglie SBADABAANGGG! zoot Grande Sintesista “polimeri aromatici eterociclici” Sten schede perforate Necrologi place Garibaldi boccoli Borsalini cimici BANZAI! Zurigo cabaret Mense Popolari MATTI sballo Sandoz monte di pietà Rolls nera spiccioli descamisados Squalidozzi sommergibile Alpi Azione Ivy League Vanitas Represso cripta Munchkin melone murena l’État c’est moi Yalta Coca-Cola Rita Hayworth Legge di Murphy Top Secret scimmione Groucho Marx Yin e Yang

Ex Libris 333 (chi vuol essere fascista?)

16 dicembre 2018

In America del Nord e in Europa occidentale ci culliamo nell’idea che democrazia, diritti, liberalismo e progresso economico siano intrinsecamente legati fra loro. Ma per la maggior parte delle persone, la legittimità e la credibilità di un sistema politico poggiano non tanto sulle pratiche liberali e sulle forme democratiche, bensì sull’ordine e sulla prevedibilità. Un regime autoritario stabile, per la maggioranza dei cittadini, è molto più desiderabile di uno stato democratico allo sbando. Perfino la giustizia probabilmente conta meno della competenza amministrativa e del mantenimento dell’ordine nelle strade. Se sarà possibile avere la democrazia, la avremo. Ma innanzi tutto vogliamo sentirci sicuri. Con il crescere delle minacce globali, crescerà inevitabilmente anche il desiderio di ordine.

Le implicazioni, anche per le democrazie storiche, sono significative. In assenza di forti istituzioni di fiducia reciproca, di servizi affidabili forniti da un settore pubblico provvisto di finanziamenti adeguati, le persone cercheranno sostituti privati. La religione (come fede, comunità e dottrina) probabilmente godrà di un certo rilancio, anche nell’Occidente laico. L’altro, a prescindere dalla definizione che se ne dà, verrà visto come una minaccia, un nemico, una sfida. Come in passato, la promessa di stabilità rischia di confondersi con i comfort della protezione. Se la sinistra non avrà qualcosa di meglio da offrire, non ci sarà da meravigliarsi se gli elettori staranno a sentire chi fa loro promesse del genere.

Diario di bordo di Gravity’s Rainbow – parte 1

11 dicembre 2018

Grido convoglio Pirata banane luce missile margarina blip crucco VAT 69 Balaklava freddo fantasie W.C. Fields “Cervello Genitale” Nome di Dio “Adenoide gigante” lord Blatherard Osmo Croix mystique SHAEF (Supreme Headquarters Allied Expeditionary Forces) ACHTUNG (Allied Clearing House, Technical Units, Northern Germany) zippo stelle yankee Unlucky Strike Tantivy Mucker-Maffick Frick Frack Club lucciole Bovril luppolo Blitz bombe memento mori uccello Kilroy Emily Dickinson Grande Depressione Indie Occidentali medium freccetta Legge di Zipf sul Minimo Sforzo Misteriosa Operazione da Microfilm fascisti PISCES (Psychological Intelligence Schemes for Expediting Surrender) Loro “un aprile alla T.S. Eliot” Golfo Persico Tamigi Dracula Jaguar ausiliaria guerra Rapporto Medio di Uccisioni per Tonnellata Battaglia d’Inghilterra vaffanculo water macerie BBC cane spugna White Visitation Testo reparto Abreazioni del Signore della Notte “fase ultraparadossale” tabula rasa Realpolitik Ick Regis polipo diavolo autocarri schema di Poisson angeli Kyprinos Orient Dopoguerra Fay Wray Quoziente di Dolore Monte di Venere Natale giochi d’infanzia Tyrone Slothrop kenosha cazzo fair-West semibiscrome lustrascarpe Insospettabile Nichilista escrementi Atlantico Pearl Harbor isolamento Fiume Rosso “giovane mulatto norvegese” olocausto Ardenne Kryptosam prostata Enrico VIII Flotsam and Jetsam Operazione Ala Nera Schwarzkommando efficienza shrapnel Eisenhower fanatici lunatici interfaccia Zucca a sorpresa Electra House Rorschach s”timolo strutturato” homo monstrosus “Progenie orrenda” Lie Detector singolarità simbolo sado-anale sabbia fortezze volanti paranoia Pavlov Deserto “punto d’inerzia patologica” Probabilità lobotomia ghiaccio Amanita muscaria Rizla “Asse Roma-Berlino” Forno glande follia Spitfire Destino Wandervogel herero svastica profezia meta-soluzioni Sigfrido verginità oude genever Mare del Nord Storia White Zombie Sten vitello d’oro dodi Vermeer Eletti Dono della Parola Tamigi Croce di Lorena Molotov bobina anomalia poltrona di peluche rosa gelatine al vino Gilbert & Sullivan Hop Harrigan lacrime Fuoco del Paradiso efelidi figa Maria Montez fremito sperma mostriciattoli je ne sai quoi de sinistre ipnotismo “Nazis in the News” Morte Sistema calze di nylon pudding Impero Angloamericano tenore inedia schizofrenico Avvento mano morta “Radio Doctor” “Monopoli Elettrico” Noel Coward “Antico Avversario” Cesari bombardieri sogni fantasmi Luftwaffe caso Maestro erezione “Premio Finale” Minotauro Riviera simmetria ectoplasmi eliotropio psicometria magnetofono autocromatismo raggi ultravioletti Radiosità Esterna esplosione Zero incursione Tarocchi IG Farben memoria Muro UFA capitalismo Juden-schnautze Troll Bundestag Rosa Luxemburg Burgundi Monaco Reno Kurt Mondaugen disastro Marx Licht Et tu, brute Bismarck Autobahn catrame di carbone automa virilità belladonna Siboney “Times” Tribù Perdute di Israele fumo gin “Città Paranoia” blatte Strega politene Gusci dei Morti teiera “tepore britannico”

EX LIBRIS 332 (tecnici della distruzione)

2 dicembre 2018

Primavera

Conosco bene una certa strada, dove il paesaggio naturale è allietato da filari di ontani, viburni, felci dolci e ginepro che, ad ogni stagione, si vestono di nuovi fiori sgargianti, in autunno, mettono in mostra ricchi grappoli di bacche. Non vi era, in essa, alcun traffico intenso e, ad ogni modo, ben poche erano le curve strette o gli incroci in cui i cespugli potessero impedire la visuale agli automobilisti, Ma con l’arrivo degli erbicidi quella strada è diventata un nastro d’asfalto da percorrere in fretta, un panorama da sopportare cercando di non pensare al mondo sterile e brutto che permettiamo che i nostri tecnici ci preparino. Tuttavia, qua e là, le autorità avevano “mancato al loro dovere”, cosicché, nonostante i piani per la completa eliminazione della vegetazione superflua, alcune inesplicabili dimenticanze permisero la sopravvivenza di qualche oasi piena di attrattive – ciò che rende ancora più intollerabile la profanazione perpetrata lungo quasi tutta la nostra rete stradale. In queste isole di verde il mio spirito può ancora rasserenarsi alla vista delle estensioni di bianco trifoglio o delle nubi purpuree di veccia in mezzo alle quali spuntano i rosseggianti calici del Trillium.

Queste piante sono “erbacce” soltanto per coloro che fanno affari vendendo i prodotti chimici, oppure accaparrandosi l’appalto per le disinfestazioni. Negli “Atti” d’uno dei molti congressi sul controllo delle erbe infestanti, che vengono ormai regolarmente organizzati, ho letto una volta uno stupefacente principio filosofico sugli erbicidi. Il suo assertore sosteneva la necessità di distruggere anche le piante utili ” semplicemente perché esse sono in cattiva compagnia”, ed aggiungeva parlando di coloro che si rammaricavano per la scomparsa dei fiori selvatici lungo i bordi delle strade: “Mi ricordano quelli che osteggiavano la vivisezione: per essi, a giudicare dal loro comportamento, la vita d’un cane randagio è più sacra della vita di un bambino.”

These are the songs of my life: Folk Sensations Edition

28 novembre 2018

Chi mi conosce sa del mio penchant per le voci femminili in generale, quelle del folk inglese in particolare.

Negli empirei, c’è lei, “la voce folk rock britannica per eccellenza” secondo Pete Townshend, e si parva licet secondo me, ovverosia Sandy Denny, una predestinata del cielo se c’è n’è stata una, e dal cielo perciò condannata al travaglio, all’infelicità, alla morte, da mescolare in proporzopnmi variabili nel calderone della creazione: oltre al puro cristallo celato nell’ugola, Sandy ha scritto/interpretato alcune delle canzoni che più amo in assoluto – le sublimi elegie coi Fairport Convention, Fotheringay, Who Knows Where the Time Goes, Crazy Man Michael, l’epica Banks of the Nile con gli eponimi Fotheringay, e poi John the Gun, Listen, Listen, Like an Old Fashioned Waltz, No More Sad Refrains. No more, davvero.

Lassù in alto, vicino a lei c’è anche Jacqui McShee, sacerdotessa del pentacolo che magicamente univa in matrimonio folk blues jazz musica antica, officiando riti indimenticabili come Let No Man Steal Your Thyme, The Trees They Do Grow High, Light Flight, Cruel Sister.

Poi, scendendo dai cieli del sublime nella polvere dei villaggi, nel fango dei campi, tra gli spruzzi salini sulle rive dell’oceano sarebbe venuta la ruspante Maddy Prior coi suoi Steeleye Span a dare una spinta più laica e rockeggiante a Dark-Eyed Sailor, The Blacksmith, When I Was on Horseback.

L’età dell’oro, come tutte le età dell’oro devono fare, è passata, ma più vicino a noi c’è sempre chi porta alta la fiamma. Basta ascoltare le sorelle Unthank dal reame di Northumbria che armonizzano sulle melodie dolcissime e sconsolate di Here’s the Tender Coming o Gan to the Kye. O scoprire che lo spettro di Sandy, 40 anni dopo, aleggia ancora nella casa sulla collina, nelle vacanze romane, nei vecchi cimiteri di un’altra benedetta dalle stelle, Olivia Chaney.