Vai al contenuto

Ex Libris 387 (un attimo prima della British Blues Invasion)

3 dicembre 2021
tags:
by

Il blues come musica autonoma era stato, in certo modo, inviolabile. Non c’era una strada sicura per arrivare ad esso, cioè a comporlo, e non c’erano neppure metri precisi per valutarlo; lo si poteva solo vedere come una concomitante dell’esperienza sociale, culturale, economica ed emotiva più peculiare del nero in America. L’idea di un cantante bianco di blues appare come una contraddizione ancor meno accettabile del cantante negro borghese di blues. Gli americani bianchi non potevano comprendere appieno i materiali del blues, anche se qualche particolare circostanza poteva indurli a ricercarli. Era come se questi materiali fossero segreti ed oscuri, e il blues fosse una sorta di rito etnico-storico, carico di una sua necessità, come il sangue.

Ex Libris 386 (inglesi)

3 novembre 2021

Il guaio è che è difficile sapere quali scopi hanno veramente gli altri, soprattutto quando gli altri sono inglesi.

GB in “Guarda me cosa dicio” 17 – Birthday Special Edition

7 ottobre 2021
tags:

“Sono il vostro servo!” (eh, signora mia, non ci sono più i bei servi di una volta)

“Ahia, mi sono strusciato la pinna dorsale.”

Testimonial n. 1 degli svedesi, dopo una lunga assenza: “L’IKEA ci è mancata molto!”

“Mi sono inventato un giochino da cellulare che però sta sulla mano. Si chiama Natura contro caccia.” (bravo Giò)

“Papà, accelera, cos’è questa, la velocità di una mucca?”

“Io non mangio a scuola, faccio tempo vuoto.” (ha una sua logica)

A zio Mihai mentre gli sta montando la cameretta: “Che forza astuta che hai!”

“Alla faccia del beyond burger!”

Swedish addicted slight return: “E’ bellissima l’Ikea, è il mercato più bello del mondo. Mi tolgo la mascherina, voglio sentire profumo di Ikea.”

“Lo sai come riprendiamo le forze quando dormiamo? Ci stanno degli ometti con delle pinzette che levano i muscoli esauriti e mettono quelli nuovi.”

“I miei nervi sono usciti dalla bocca a combattere.”

La risposta standard del periodo quando gli chiedono che musica gli piace: “Mi piacciono tre gruppi e uno da solo. I tre gruppi sono: Iron Maiden, Ok Go e Ligabue (ndr: sì, lo considera un gruppo). Quello da solo è Caparezza.”

Tanti auguri GB! (in foto, l’entusiasmo del primo giorno di scuola – poi in realtà gli piace, almeno per il momento)

Ex Libris 385 (Another Kind of Rebel)

30 settembre 2021

I pugili sono ribelli di professione. sono autorizzati a esercitare una violenza che ad altri non è concessa. sono autorizzati a essere incivili. E Ali stava semplicemente allargando questo diritto al di fuori del ring. Voleva fare tutto ciò che diceva e rendere ogni sua azione una protesta. Appena ne aveva la possibilità, dichiarava che nessuno lo avrebbe mai addomesticato. Avrebbe combattuto e si sarebbe opposto, lo avrebbe detto e fatto, subito, tutte le volte. Sarebbe stato il campione ribelle dei massimi. Conduceva una vita superficiale, come la maggior parte di noi, costruendosi una carriera da intrattenitore, sperperando i suoi soldi per acquistare più auto di quante ne potesse guidare, eppure un preponderante spirito di ribellione lo stava guidando e forse redimendo. Ecco perché il suo rifiuto di accettare l’arruolamento attirava una tale attenzione e suscitava una simile rabbia, perché tutta la sua esistenza offendeva la maggior parte degli americani bianchi: il colore della sua pelle, la sua linguaccia, la sua religione, e, ora la sua mancanza di patriottismo. Per la prima volta in oltre quarant’anni “The Ring”, la bibbia della boxe, si rifiutò di nominare il pugile dell’anno, spiegando che Ali (nella rivista chiamato ancora Cassius Clay) “non può essere additato come un esempio da seguire per i giovani del paese”.

GB in “Guarda me cosa dicio” 16

15 settembre 2021
tags:

“Ci sono i rondoni mamma, vieni fuori, vuoi perderteli?”

“Sono esattamente tre le cose che voglio: trasferirmi ai Colli Albani; un’auto ibrida; un cane, e non tantissimi gatti. Tutto qui.”

“Io non mi sposo, sto sempre con voi, ma voi non dovrete fare niente, vi riposate e io lavoro per voi, vi cucino e vi porto in macchina.” (bastoni della vecchiaia, speriamo non in testa)

“A me piacciono i buoni, e i buoni vincono sempre.”

“Mamma, ti amo più della vita, ti voglio bene più del mio coniglietto.” (?!?)

“Tutti i miei fratelli sono gatti.”

“Adesso tiro fuori la mia chitarra finta e la suono in rock.” (intendeva in generale, non i Deep Purple; a proposito di rock, gli proponiamo Ryan Adams, solo che alla prima ballad ascolta poco convinto e obietta “questo non mi pare tanto rock”.)

“Non sono tremendo. Sono bello e pazzo.”
ma anche
“Io sono molto cattivo e molto saggio.”

“Sono laziale e italioso.”

Resistenze all’omologazione linguistica: ancora dice Edorardo (il cugino Edoardo), indece (invece) e pododori (aka pomodori).

“Che uffa, volevo fare un’invenzione vera: i fulmini che si mangiano. Sono alla frutta, danno energia e fanno arrivare a 100 anni, anzi, a 1000.”

Guardando un film ambientato a Cleveland:
GB”Quanta neve.”
Mamuska: “Vuoi trasferirti lì?”
GB: “No, in un posto tiepido. Lì è troppo freddo e mi trasformo in ghiaccio, qui è troppo caldo e mi trasformo in salsiccia.”
(Non fa una piega.)

“Papà, perché la mattina siamo così cici e poi durante la giornata divertiamo insopportabili?” (eh, perché, perché mi fai diventare matto, Giorduzzo…)

“Che uffa. Io volevo essere una pianta. Sai che pianta? Una di fragole, che le colgono, ma io resto lì. Anzi no, di mirtilli.”

“Se vuoi un calcio in faccia tu lo avrai…” (Sua canzone punk assai in voga in questo periodo)

“Ma al tempo dei dinosauri c’erano le olive? No? Che uffa!”

Ex Libris 384 (barzellette in jazz)

2 settembre 2021

David Amram racconta che per un certo tempo girava una barzelletta su Miles che a Miles piaceva al punto da raccontarla lui stesso:

Un tizio dice: “Ho sognato di sentire Miles Davis per tutta la vita. Ho risparmiato lo stipendio di un mese per riuscire a stare ad ascoltarlo per tutti i set della serata. Vado nel jazz club e Miles entra in scena vestito con un abito bellissimo, dà la schiena al pubblico e non suona una sola nota”. Poi l’uomo racconta che la stessa cosa era accaduta nel secondo set, allora si era rivolto all’amico che lo aveva introdotto alla musica di Miles e gli aveva detto: “Non ha suonato neanche una nota! Rivoglio indietro i miei soldi. Questa è tutta una fregatura”. E l’amico gli aveva risposto: “Non hai capito, non siamo qui per quello che suona, ma per quello che pensa!”.

[…]

Fra le varie barzellette su Miles un’altra era degna di nota: un fan del jazz muore e va all’altro mondo. Incontra San Pietro, che lo porta in un club buio, pieno di gente e con le cameriere annoiate. Tuttavia, quando il tizio vede che fra il pubblico ci sono Lester Young, Billie Holiday, Monk e Bird, dice entusiasta a San Pietro: “Ma questo è il paradiso!”. Poi nota una figura seduta all’angolo più nascosto del bar, vestita tutta di nero, con la schiena rivolta verso il pubblico: “E quello chi è?” chiede lui “Oh” risponde San Pietro. “Quello è Dio. Crede di essere Miles Davis”.

GB in “Guarda me cosa dicio” 15 – Summer Edition

22 agosto 2021

Andare in vacanza con un bambino che ha imparato da poco i cartelli stradali: “Attento all’incrocio. Adesso arriva una strettoia. Semaforo. Te lo dico io quando è verde. Vai. Dossi, attenzione. Passaggio a livello. Non si può andare a più di 50 all’ora. Qui passano gli animali. Qui…”

“Siete dei pignoli!” (da che pulpito…)

Peggio dell’era del “Perché” è quella del “Che faccio?”, dopo che il campo estivo è finito e le ferie sono finite, prima che inizi la primaria.

GB giapponese: “Arrora!” (“Allora!”)

“Lo sai chi sono i sindaci di tutte le città? I piccioni!”

“Dobbiamo riportare in biblioteca L’era glaciale 2: Il disghiaccio“.

Conversando con amici cinefili pensiamo che una minaccia adeguata per GB potrebbe essere: “Comportati bene o ti faccio vedere un film di Bela Tarr!” (le 7 ore e passa di Satantango potrebbero andare bene come babau)

“Voglio suonare la batteria come Keith Moon!”

La canzone punk dell’estate:

Spacco le macchine
Canto le canzoni con la mia chitarra
Sbarro la strada con il bastone

Data la recente passione per gli Iron Maiden, capita che in certi momenti attacchi a cantare incessantemente “Seventh son of a seventh son! Seventh son of a seventh son! Seventh son of a seventh son!”

Sugli ombrosi tornanti dell’Abetone, quando gli diciamo che più o meno da quelle parti viene un certo cantautore, inventa d’emblée un gruppo rock locale, I Rossi (Nando Rossi alla voce, Francesco Rossi alle tastiere, Franco Rossi alla batteria, Falco Rossi alla chitarra).

“Lo sai come mi chiamo? Ho un nome molto importante. Giordano Bruno, come il filosofo.” (eccoli qui, i due compari, nolano e non-nolano, più un Papusko di supporto)

Ex Libris 383 (arroganza)

30 luglio 2021

Un grande camino occupava lo spazio centrale del salone. Elena avrebbe voluto vederlo acceso, ma faceva troppo caldo. Le venne nostalgia dell’autunno, di quel momento in cui i primi freddi portano con sé il desiderio di rilassarsi sul divano davanti al fuoco, una coperta sulle gambe e un libro da leggere, le castagne, i funghi. La pazzia dei giapponesi per i funghi, aveva letto nel saggio dell’antropologa che stava traducendo, nasce proprio dal fatto che sono la quintessenza dell’autunno, il ricordo di un mondo contadino sepolto di cui si può conservare la memoria soltanto attraverso il profumo e il gusto. L’estate era diventata una stagione interminabile, quasi non ci fosse che lei. La sua arroganza le ricordava quella degli umani.

GB in “Guarda me cosa dicio” 14

15 luglio 2021
tags:

“Che caldo salefico!”

“Lo sai come mi chiamo nella realtà? Non ho più due nomi, ne ho tre: Magic Electriol Robot.”

“Bevo la birra frizzante, me la porto su un buco nero e lo uccido.”

Per il sonnellino del pomeriggio (rarità ormai da tempo) “Buonanotte e mezzo”, per la sera “Buonanotte” e basta. La sera poi dà il bacio della buonanotte e specifica (tutte le sante volte): “Questo è il bacio della buonanotte.”

“Che faticaccia. Sono morto stanco. Lo dico al contrario perché è più facile capirlo.”

Tra i personaggi inventati freschi freschi ci sono OrangoTango Blu e Pugno Biscottero.

“Il mio cervello si chiama Cripit” (o più probabilmente sarà Creepy(t))

“Queste gocce maleducate mi cadono addosso.”

“Per mille cappelli sciroppati!”

“Per tutti i muscoli contadini!”

“Per tutte le meduse a pettine!”

“Andiamo piano, non dobbiamo sfaticarci.”

“Mamma, perché non mi ricordo mai i nomi di tutti i supereroi che conosco?”

Discorso al telefono con l’amico Mattia in cui precisa che i dinosauri sono estinti, e comunque quando c’erano non potevano mangiare i pan di stelle.

“Guarda papà, questi pennelli crescono a dismisura.” (?!?)

“Ho una forza acuta!”

Ex Libris 382 (Miles e la Julliard aka Aveva ragione Vincent)

1 luglio 2021

Merda, potevo imparare molto di più in una session sola al Minton’s che in due anni lì alla Julliard. Alla Julliard, una volta finita, avrei imparato solo un po’ di stili bianchi; niente di nuovo. E nello stesso tempo mi incazzavo e mi vergognavo per i loro pregiudizi e tutte le cazzate che avevano in testa.
Mi ricordo una volta che ero a una lezione di storia della musica; la professoressa era bianca. Stava davanti a tutta la classe a dire che la ragione per cui i neri suonavano il blues era che erano poveri e dovevano raccogliere il cotone. Quindi erano tristi, e da qui nasceva il blues: dalla loro tristezza. Alzai la mano, e poi io stesso mi alzai in piedi e dissi: “Io vengo da East St. Louis e mio padre è ricco, è un dentista, e io suono il blues. Mio padre non ha mai raccolto un solo fiocco di cotone, e io non è che mi sono svegliato triste stamattina e ho cominciato a suonare il blues perché ero triste. C’è molto di più.” Be’, la stronza sbiancò e non disse più niente. Cazzo, questa stava insegnando tutte le stronzate che aveva letto in un libro scritto da qualche coglione che non sapeva neanche di che cosa cazzo stesse parlando.

Le lamentazioni di un’appassionata di fantascienza

18 giugno 2021

Che poi è vero, i veri problemi sono altri, e i gusti sono gusti, e così via. Però a me continua a non andare giù. Ma partiamo dall’inizio.*

All’inizio era che facciamo a turno per chi sceglie cosa vedere la sera. Pure il tizio piccolo, che ha il venerdì tutto per lui. Lui non ha dubbi: Bud Spencer e Terence Hill al momento sono la sua Bibbia (su tutti: i Trinità, I due superpiedi quasi piatti, Non c’è due senza quattro – insomma E.B. Clucher regna).**

Tipico frame del venerdì sera.

Ale per lavoro (vabbeh, chiamiamolo così) si è fatto tutto Miami Vice, e adesso dovrà farsi Crime Story, oltre ai suoi film. Io, avendo poca fantasia, mi butto su qualche serie classica. Dopo il miglior Sherlock Holmes della storia dell’audiovisivo sono passata al miglior Poirot della storia dell’audiovisivo, e poi ovviamente, per associazione Marple (che non so se sono le due migliori Marple della storia dell’audiovisivo)***. Finite le serie gialle che faccio? Che scelgo?

poisher

I due migliori eccetera dell’audiovisivo.

Allora mi sono ricordata che tanti anni fa mi piaceva particolarmente una serie inglese di fantascienza, Space: 1999. Mi ricordo che la trasmetteva Rai 2 dopo pranzo: tornavo da scuola, sistemavamo – io o le mie sorelle – la cucina e prima di mettermi a studiare guardavo le avventure di Koenig e soci. Perché no?, mi dico. Non ricordo quasi nulla degli episodi, a parte un paio, ma ricordo che era diverso da ciò che passavano di solito (tipo, uhm, Star Trek, che pure mi piaceva****). Così iniziamo la prima stagione, ed è bello come allora. Gli unici due episodi che ricordavo erano uno dei primi (quello in cui una della base partorisce un bimbo che in poche ore diventa adulto***** – e cattivo, ça va sans dire) e uno degli ultimi (quando la luna si sdoppia e torna in orbita attorno alla terra). Anzi questo era proprio l’ultimo trasmesso dalla Rai, quell’anno. Io pensavo che la serie si concludesse così.

Era meglio se finiva così.

INVECE NO! Perché la Rai era coproduttrice della prima stagione, e si vede che quell’anno avevano deciso di trasmettere solo quella, altrimenti mi ricorderei della seconda. Troppo brutta per dimenticarla.******

Il problema, da quel che ho capito, è che Gerry e Sylvia Anderson si erano divisi, ed erano arrivati gli americani (che, si sa, sono dei Mida scatologici) nella persona di tale Fred Freiberger. Nelle sue mani quella che era una serie diversa, originale, bella e anche piuttosto inquietante è diventata la brutta copia di Star-Trek-ma-con-la-luna-al-posto-dell’-enterprise, a cominciare dai titoli di testa, trasformati in una sigletta con animazioni didascaliche da mentecatti.
Allora, le uniformi: erano belle, uguali per uomini e donne; invece ecco le gonne per le donne e i badge, oltre che giacche colorate che uno si chiede come avranno fatto a trovare la stoffa per rifarle, dopo due anni a spasso nel cosmo*******, boh.
La sala di comando aveva un senso, le postazioni erano in cerchio in modo che tutti potessero parlarsi liberamente (sono scienziati e tecnici, non militari); le hanno spostate tutte in un verso, gli americani, fedeli alla loro idiotissima mania della frontiera – verso l’infinito e oltre…- come se la luna fosse una cazzo di astronave diretta dove vogliono loro, eddai. “Sullo schermo, signor Sul…” Ah no, non sei Sulu e non sono nella plancia dell’Enterprise. E toh, non mi chiamo nemmeno Kirk.
Inutile dire soprattutto che il tono cambia, nella prima le atmosfere erano spesso horror e metafisiche, qui sono tutti soldatini testosteronici pronti al sissignore, con alieni kattivissimi che gli fanno sempre fare a botte. Per non parlare dei cosiddetti siparietti comici. Ooooh, ne sentivo proprio il bisogno, dei siparietti comici ammmerigani dove alla fine tutti ridono come se fossero davvero divertentizzzimi, per non parlare delle love stories appiccicate con lo sputo.
La cosa che più mi ha fatto infuriare comunque è stato aver eliminato metà dei personaggi. Innanzitutto il mio amato professor Bergman, cancellato con una tecnica rodatissima: non si facevano trovare al telefono da Barry Morse dopo avergli offerto un compenso ridicolo pensando che lui avrebbe rifiutato. Al posto del miglior personaggio della serie hanno inserito una sciacquetta aliena mutaforma, bah. [A me Maya piace, comunque. Nota di Ale] Al posto del vicecomandante (mica uno qualsiasi, eh) Paul Morrow (che nemmeno hanno finto di ricontattare per la seconda stagione) hanno messo l’inutile Tony Verdecci, Vadesci, Ventreschi******** o come cazzarola si chiama, boh, la loro pronuncia dei nomi italiani è storicamente ridicola.

Hanno pure aggiunto il diario del capitano. Che tiene la dottoressa Russell, almeno facciamo vedere che in realtà non è proprio uguale uguale a quell’altro.

Jim che trolla i fan di Space: 1999

Conclusione: che merda la seconda stagione di Space: 1999. Aridateme Bergman! Bah.

*: questa cosa che devo spiegare e contestualizzare tutti i miei rant inizia a essere fastidiosetta.

**: una volta ho provato a fargli vedere un paio di episodi de Kommissar Rex. Ah, ma è un cane, mi fa. Bravo Giordano, sempre sul pezzo. Non ha voluto ripetere l’esperimento.

***: Geraldine McEwan bellissima, comunque.

****: pure tanto. Ma non come Space: 1999.

*****: idea copiata poi – indovina da chi? – da The Next Generation, in cui la Consigliera Troy partorisce un bambino che cresce in pochi giorni. Però non è cattivo. Quei buonisti di ST-TNG, eh?)

******: la chemio cancella solo i ricordi belli, mi sa, toh.

*******: non hanno risorse per mantenere in vita altri esseri umani, per questo non fanno altri bambini (oltre al primo che poi non si sa dove sia finito) però trovano le stoffe per le uniformi.

********: Verducci, Baldisci, Mortacci???

GB in “Guarda me cosa dicio” 13

10 giugno 2021
tags:

Andiamo ai cosiddetti giardinetti qui in centro storico, ci stanno una ragazza e un ragazzo per conto loro. GB inizia a sparare. Loro molto carinə, stanno al gioco. Una volta finito con pistole e fucili passa alle bombe e ai razzi. Indi pugnali e coltelli. Sembra sia soddisfatto. No, manca il gran finale, le tempeste. “Tempesta di fulmini! Tempesta di lava! Tempesta di buchi neri!” Soluzione definitiva servita.

“Ho inventato 3 vitamine: la vitamina Luce, la vitamina 3 e la vitamina G come Giordano.”

“Ci sono andato ogni volta che c’è stata, scuola, oggi posso pure non andarci.”
Piccoli avvocati crescono.
(Il giudice ha sentenziato che a scuola ci va lo stesso).

L’arte della similitudine: “Papà, vieni, perché stai lì fermo come un chiodo martellato dentro un buco?”

La nuova lingua inventata è la Non c’è 3 senza 2, in cui per esempio Oibr vuol dire Cioccolata.

“Adesso devo tornare a fare il mio lavoro di rompiscatoloni.”

“Esplosioni al dente!” (effettivamente quelle scotte non rendono)

“Vuoi un po’ di crauti GB?”
“Figuriamoci!”

“Faccio io, non vi sfaticate.”

“La mia povera schiena è piegata come un salame.”

Le poesie di GB: HALLOWEEN
Fantasmi mummie e streghe
Vampiri pipistrelli ehi ehi ehi
E come sono paurosi i fantasmi
Fantasmi vampiri e streghe paurose e paurosi
Vampiri streghe fantasmi
Ecco Halloween

Le canzoni di GB: MINSEN
Mi piacciono tantissimo i broccoli.
Come sono belle, le banane!
Fanno diventare fortissimi
Gli spinaci di braccio di ferro.
Tutte le verdure fanno bene.
Come sono belli i tulipani!

Le canzoni di GB: MONSTER GIGANT
Monster gigant
Non può esistere un mostro gigante
Tavoli arance bottiglie si mangia questo fantasma
Proteggi taglierino
Proteggi lama

Le canzoni di GB: CANI BELLI
Come sono belli i cani
Cani orsi e gatti
Galline e pipistrelli e pettirossi
Tigri camaleonti e gechi
Api mosche e farfalle

Le canzoni di GB: STREGA CATTIVA
Strega cattiva, strega cattiva
Che paura!
Streghe streghe streghe!
Streghe cattive sono paurose
Strega strega, come sono paurose le streghe!
Streghe streghe streghe
Streghe come sono paurose!
Paura!

Album di canzoni rock dal titolo Mostri spaventosi:
1 Un gatto nero
2 Un tappo nero
3 È un pavimento bianco, con strisce rosse, verde chiaro, nere e arancioni, e a pallini rosa
4 Steck Rock
5 Quindicina di epoche
6 Stecchi e misure
7 Rock Stock
8 Flash è veloce
9 Striscia rossa
10 Il secondo torneo
11 L’olmo davale (sic)
12 Il quindicesimo torneo
13 Come sono belli i cerbiatti

Ex Libris 381 (eversione estetica)

28 Maggio 2021

I caratteri estetici sono essenzialmente non violenti, non dispotici, ma nel regno delle arti, nella repressiva limitazione del termine “estetico” alla sola “cultura superiore” sublimata, questi caratteri sono separati dalla realtà sociale e dalla pratica in quanto tale. La rivoluzione eliminerebbe questa repressione e recupererebbe i bisogni estetici come forza eversiva in grado di contrastare l’aggressività dominante che ha plasmato l’universo sociale e naturale. Per arrivare alla libertà bisogna saper essere “recettivi”, “passivi”: bisogna saper vedere le cose per quel che sono, saper cogliere la gioia in esse racchiusa, l’energia erotica della natura – energia che attende di essere liberata; anche la natura aspetta la rivoluzione! Questa recettività è essa stessa terreno di creatività e si oppone non alla produttività, ma alla produttività distruttiva. […]

L’arte può esprimere il suo potenziale eversivo solo in quanto arte, col suo linguaggio e le sue immagini, che invalidano la lingua normale, la “prose du monde”. Il “messaggio” liberatorio dell’arte trascende anche gli obiettivi di liberazione effettivamente raggiungibili, proprio come trascende la critica effettiva della società. L’arte rimane legata all’Idea (Schopenhauer), all’universale nel particolare; e poiché è probabile che la tensione tra idea e realtà, tra universale e particolare persista fino all’avvento del paradiso in terra, l’arte deve restare alienazione. Se l’arte, a causa di questa alienazione, non “parla” alle masse, è colpa della società classista che crea e perpetua le masse. Se e quando una società senza classi compisse la trasformazione delle masse in individui “liberamente associati”, l’arte perderebbe il suo carattere elitario, ma non il suo estraniamento dalla società. Infatti la tensione tra affermazione e negazione impedisce qualsiasi identificazione dell’arte con la prassi rivoluzionaria. L’arte non può rappresentare la rivoluzione, può soltanto evocarla in un diverso tramite, in una forma estetica in cui il contenuto politico diventa metapolitico, governato dalla necessità interiore dell’arte. E la meta di ogni rivoluzione – un mondo libero e pacifico – si presenta in un ambito affatto apolitico, soggetta alle leggi della bellezza e dell’armonia.

GB in “Guarda me cosa dicio” 12

14 Maggio 2021
tags:

“Mamma, vieni a sentire questa musica adorabile.” (ha ritrovato la vecchia armonica a bocca del Papusko)

“Siamo pari, quindi non è nessuno di noi a vincere, è l’amicizia!”

“Ho inventato un animale con un occhio solo, l’occhio si chiama Pescival Catz (o qualcosa del genere).”

Però quando la sera dice “Oggi è stata proprio una bella giornata” è cicio.

“La mano sinistra è più forte. Anche l’occhio e il piede. La mano sinistra è più bella, a sinistra ci stanno le cose più belle.”

“Da grande vorrò fare tutti i film da solo, scrivere e fare le foto [riprese, ndr]. Uno che voglio fare è Miami Voice, con Bud Spencer.” (sarà la versione musical)

Gli abbiamo detto che certe sue stese di colore sulla parete lavagna ricordano Rothko; gli abbiamo fatto vedere qualche Rothko; non era convinto: “Sono meglio i miei”.

Continua a dire “Ponti di lava, Ponti di lava…”

Facendo un giochino di labirinti.
GB: “Ma sei una sbagliona!”
Mamuska: “Come osi chiamarmi sbagliona?”
GB: “Hai sbagliato un sacco di volte!”
Mamuska: “Eh ma tu mi hai distratto!”
GB: “E con cosa, con un lecca lecca?”
Risate. Sipario.
(Il gene Borri della citazione coatta si è attivato definitivamente.)

Le medaglie conferite da GB: oro, beige, rosa.

(considerando lo stato del gabinetto) “Il mondo non sarà contento di questa sporcizia.”

Ha inventato una nuova birra. Si chiama Birragratis Kenzen 200.000, però ci tiene a ribadire che non è gratis per tutti. Le altre birre che ha inventato sono la birra Muscoli, la birra fritta e una terza che però non ricorda più.

Canticchia “Perfetto criminale… Kevin Spacey! Cattivo di Superman… Kevin Spacey! Buuhhh… Kevin Spacey!”

Adesso ogni volta che in Miami Vice parte una ballad fa “Perché c’è questa musica?”; se invece arriva qualche chitarrazza è contento: “Sì, questa è musica!”. Coatto.

“Che uffa” (sua classica espressione di disappunto) “la testa è scollegata”.

Ha inaugurato l’attività di cantautore con un brano intitolato Gli insetti mangiano mangiano:

Macchine crude
Macchine crude
Macchine crude
Gli insetti mangiano
Macchine crude
Tavoli crudi
Lampade crude
Lavandini crudi
Gatti crudi
Macchine crude
Macchine crude
(Ad libitum)

Ex Libris 380 (come diceva Truffaut?)

29 aprile 2021

Kitano Takeshi: Ho già sentito molti altro dirlo, ed è vero anche per me: in ogni nuovo film cerco di realizzare qualcosa di diverso, ma quando vedo il risultato finale mi rendo conto che ho fatto un’altra volta esattamente lo stesso film. Forse non esattamente lo stesso, ma credo che se un ispettore di polizia lo vedesse direbbe: “Non ci sono dubbi, Kitano, ci sei tu dietro questa faccenda, le tue impronte sono dappertutto!”