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Madamina, il catalogo è questo

16 gennaio 2018
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L’amico Eugenio Saguatti qualche giorno fa postava che coi programmi di lettura per il 2018 aveva da leggere per un buon quarto di secolo.

Conosco bene il problema in questione. In effetti anch’io ho qui sul computer un file, anodinamente marcato Libri, che elenca uno via l’altro una serie di titoli. Suddetto documento consta di 33 pagine word.*

In Garamond 14, fanno 25 righe a pagina. Un rapido calcolo ci rivela che in lista ci sono all’incirca 800 titoli. Paura eh?

Ora, dentro ci sta davvero di tutto: libri che voglio affrontare da anni e anni, libri di cui ho letto una recensione che mi ha incuriosito, libri di cui so quasi niente ma che ho trovato citati en passant in altri libri, o in interviste, o in saggi. Basta la minima scintilla perché il catalogo si allunghi di un titolo.

Le prime 3 pagine sono dedicate a libri per GB; seguono altrettante di titoli che penso possano interessare a Vale, o che lei stessa mi ha segnalato in tal senso. Quindi una dozzina di pagine di titoli di narrativa, con un po’ di poesia in mezzo. Una decina dedicate alla saggistica varia. 4 altre pagine di saggistica in cui la tematica si restringe a temi antispecisti ed ecologici. Un paio di pagine finali su fumetti e libri illustrati.

Ogni sezione è in rigoroso ordine alfabetico di autore, e corredata di note sulla reperibilità o meno dei titoli in questione nel nostro polo bibliotecario.

Per dire, la narrativa inizia con Chimamanda Ngozi Adichie e finisce con Stefan Zweig; l’arco dei saggi si allunga da Peter Ackroyd a Heinrich Zimmer; l’eco/antispecismo va da Ralph Acampora a Jonathan Weiner; la fumetteria & Co. da Barbara Baldi a Jakob Wegelius.

Non voglio sapere quanto tempo sarebbe necessario per esaurire l’elenco, che è ahimé quasi quotidianamente aggiornato, cosicché per ogni titolo che esce ne entrano millanta altri.

Del resto, è noto.

Ma, nonostante tutto, affronto l’impresa di Sisifo come se potessi portarla a termine.

 

* Curioso: lo stesso esatto ammontare di pagine di un altro file, chiamato altrettanto anodinamente Musica.

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4 commenti leave one →
  1. 16 gennaio 2018 15:56

    Se ti riferisci allo sforzo del Sisifo mitologico, il paragone regge poco: Sisifo era obbligato, noi no. E Sisifo non si divertiva, noi sì.
    Se invece ti riferivi al Sisifo di Camus, convengo. Ma il divertimento è appunto il viaggio, di godimento, in attesa della morte e senza sperare che serva a qualcosa di più che intrattenerci felicemente. Citando Camus in Sisifo:”C’è un solo problema filosofico veramente serio: il suicidio. Giudicare se la vita vale o non vale la pena di essere vissuta significa rispondere alla questione fondamentale della filosofia.”
    Vale la pena? Allora sì alle liste infinite, denotano fiducia nel futuro.

    • 18 gennaio 2018 10:20

      Sì, l’ho stirato un pochino, ma a volte quando apro la listona mi prende un sentimento sisifesco, pur se il giocoso obbligo me lo dò da solo.

  2. 1 febbraio 2018 18:37

    Solo per dire che l’amico Eugenio Saguatti è anche un mio carissimo amico. Coincidenze della rete. Giorgia

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