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Ex Libris 278 (premesse fantastiche)

18 giugno 2017

Spesso, prima di scrivere una sceneggiatura, mi dico che quella vicenda è stata già raccontata, esiste da qualche parte, e io devo semplicemente ricordarla. Invento delle piccole premesse narrative solo per me, che nel film non si vedranno ma di cui in qualche modo rimane traccia.
Era successo per “Tenebre”, dove mi ero immaginato che negli anni Cinquanta ci fosse stata una guerra nucleare che aveva ridotto drasticamente l’intera umanità. E così avevo ambientato la storia all’Eur, in uno scenario leggermente futuribile in cui era stato risolto il problema dell’inquinamento, e la gente abitava in ampie ville lussuose. Un mondo popolato da pochissime persone, immerse in un’atmosfera capace di suggerire l’inquietudine delle piazze metafisiche dipinte da De Chirico.
Adesso, per il nuovo film che andava lentamente componendosi durante le mie fantasie notturne, provai a figurarmi cosa sarebbe successo se i nazisti avessero vinto la guerra. Ci trovavamo negli anni Ottanta – come nella realtà -, dunque qualche decennio era trascorso: ormai il mondo s’era pacificato, però le ragazzine di questo collegio venivano trattate come le giovani reclute della Germania nazista.

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