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Ex Libris 275 (perché lo dice la “sciiienzia” e allora è e sarà per sempre così)

14 maggio 2017

I bravi giardinieri tendono a essere affatto pragmatici, senza lasciarsi troppo impressionare dalla scienza.
Il punto è che la scienza ha fatto poco per guadagnarsi il rispetto del giardiniere. I pesticidi miracolosi che ha messo a sua disposizione si sono rivelati una maledizione. Per quanto riguarda i meccanismi all’opera in un orto o in un giardino, e in modo particolare i rapporti tra piante e suolo, il quadro offerto dalla scienza è risultato frammentario e incompleto. Essa infatti ha sostituito l’immagine tradizionale che il giardiniere aveva del suo terreno, come di una cosa viva e straordinariamente complicata – un mistero della fertilità che andava ben oltre l’umana comprensione -, con un modello chimico che oggi sappiamo essere di gran lunga troppo riduttivo. La fecondità di un suolo, diceva la scienza, dipende semplicemente dal suo contenuto di azoto, fosforo e potassio; qualsiasi cosa mancasse, i fertilizzanti potevano fornirla. La verità dello scienziato, però, si è rivelata, se non falsa, comunque pericolosamente parziale: quegli elementi, di per se stessi, non producevano piante sane; può darsi che raccontino il 95 per cento della storia, ma non dicono tutto. Come il giardiniere aveva sempre sospettato, il suolo è di fatto un mistero, un complesso sistema biologico naturale (e non soltanto chimico)  che possiamo nutrire ma non simulare, come avrebbe invece voluto farci credere l’immagine in bianco e nero proposta dallo scienziato. Il pollice verde desidera un ritratto più intensamente colorato e sfumato del suo terreno, un ritratto che renda conto di quell’altro 5 per cento, e che gli indichi quanto è vivo il suo terreno. E così, in primavera, possiamo sorprenderlo mentre si porta al naso una manciata di terra, forse addirittura mentre l’assaggia e poi la strofina tra le mani per vedere che colore lascia asciugandosi. Quando si tratta delle condizioni e della fertilità del terreno, le evidenze fornitegli dai cinque sensi mettono a sua disposizione informazioni che nessun laboratorio potrebbe fornirgli.

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2 commenti leave one →
  1. 14 maggio 2017 13:48

    L’importanza dell’agricoltura biodinamica ai giorni d’oggi.

  2. Ale, Vale & Moka permalink*
    16 maggio 2017 09:23

    Infatti proseguendo parlava del perculamento dell’agricoltura biodinamica in un articolo del “Wall Street Journal”, che però doveva scontrarsi col fatto che i suoi prodotti sono straordinari.

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