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Ex Libris 266 (il problema di Dio)

5 marzo 2017

assassino
[…] sua madre Reenie non si interessava granché a Dio. C’era rispetto reciproco, e se si era nei guai si poteva naturalmente fare ricorso a Lui, come con gli avvocati; ma come con gli avvocati doveva trattarsi di guai seri. Altrimenti non valeva la pena frequentarlo troppo. Certamente lei non lo voleva nella sua cucina, dal momento che aveva già abbastanza cose a cui pensare.

***

Di notte Laura scivolava nella mia stanza e mi scuoteva per svegliarmi, poi si infilava nel mio letto. Non riusciva a dormire: era per via di Dio. Fino al funerale, lei e Dio erano stati in buoni rapporti. Dio ti ama, diceva la maestra della scuola domenicale della chiesa metodista, dove ci avevva mandato nostra madre, e dove Rennie continuava a mandarci per principio, e Laura ci aveva creduto. Ma ora non ne era più così sicura.
Cominciò a preoccuparsi dell’esatta ubicazione di Dio. Era colpa della maestra della scuola domenicale: Dio è ovunque, aveva detto, e Laura voleva sapere: Dio era nel sole, Dio era nella luna, Dio era nella cucina, nel bagno, era sotto il letto? (“Vorrei tocere il collo a quella donna” diceva Reenie). Laura non voleva che Dio le spuntasse davanti quando meno se lo aspettava, cosa non difficile da credere considerando il suo recente comportamento. Apri la bocca e chiudi gli occhi, e ti darò una sorpresa coi fiocchi, diceva Reenie, tenendo un biscotto dietro la schiena, ma Laura non voleva più saperne. Voleva tenere gli occhi aperti. Non che non si fidasse di Reenie, ma aveva paura delle sorprese.
Probabilmente Dio era nello stanzino delle scope. Sembrava il posto più verosimile. Se ne stava nascosto là come uno zio eccentrico e magari pericoloso, ma lei non poteva essere certa che ci stesse, perché aveva paura di aprire la porta. “Dio è nel tuo cuore” diceva la maestra della scuola domenicale, e questo era ancora peggio. Se fosse stato nello stanzino delle scope si sarebbe potuto sempre fare qualcosa, come chiudere la porta a chiave.
Dio non dormiva mai, si diceva nell’inno – Nessun sonno spensierato chiuderà i suoi occhi. No, di notte vagava per la casa spiando le persone – controllando se fossero state abbastanza buone, o mandando flagelli per ucciderle, o indulgendo in qualche altro capriccio. Prima o poi sarebbe stato obbligato a fare qualcosa di spiacevole, com’era accaduto spesso nella Bibbia.

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