Skip to content

Come eravamo: Quel che resta della politica

28 dicembre 2016

Elezioni del giugno 2009. Votavamo per una formazione che sembrava poter dare un senso nuovo all’idea di sinistra in Italia (Sinistra Ecologia e Libertà), e per qualche anno ancora ce lo ha fatto credere, prima di un lento dissolvimento.

Oggi, cosa rimane, se non un costante smarrimento, un pervasivo scoramento, una (semi)totale disillusione?

A sinistra del PD, frantumazione.

I verdi, condannati alla marginalità.

Il berlusconismo finito, ma sopravvivente in maschera.

La cedola del malcontento sociale incassata dai 5Stelle, mescolando indiscriminatamente istanze ecologiste e derive razziste, lavoro sul territorio e dirigismo opaco.

Il “fegato di andare in cabina”, andato, “la furbizia, la volgarità, la disonestà” oltre ogni argine.

Voglia di idee, competenza, esperienza, passione.

Voglia di politica.

Ed eccoci qui, all’ennesima scaramuccia in una guerriglia di resistenza civile a più ampio raggio in cui siamo costretti a trasformare delle semplici elezioni in questo paese.
Sperando tante più persone possibili trovino il fegato di andare in cabina, ripetendosi in testa come un mantra la storia del diritto/dovere, la fierezza di libertà (quella vera) che tale rito democratico dovrebbe trasmettere.
Con l’animo di essere tanto più sobri, civili, appunto, padroni di se stessi quanto più la furbizia, la volgarità, la disonestà tendono a tracimare, a trascinare.
Ad altri italiani servirono 20 anni, una guerra mondiale e una civile per risvegliarsi (forse) da un letargo dittatoriale. Speriamo a noi vada un po’ meglio. Speriamo che la confusione, la collusione, cedano il passo allo sdegno, al riscatto del senso di responsabilità (se non vogliamo evocare la coscienza) di ognuno. Speriamo, nel nostro piccolo, che il nostro voto non si disperda e annulli, ma serva a dire che c’è ancora chi sogna un’altra sinistra, che non si adagi su paradigmi culturali imposti da quell’altro fronte, nell’illusione di radicarsi nel territorio (alla maniera della Lega) o nella psiche italica (alla maniera berlusconiana), ma proponga altre idee, altri progetti, un altro futuro.

E poi, dopo il voto…

L’unica consolazione, magra, ma – ad uscire dagli angusti orizzonti italici – promettente, è il trionfo francese di Europe Ecologie. I Verdi nel 2007 in francia arrivavano poco sopra il 3 per cento, più o meno come Sinistra e libertà, quindi. Oggi sono arrivati al 16 per cento, superando i Grunen tedeschi, tallonano i crollanti socialisti. Merito di Daniel Cohn Bendit, certo, qualcuno insinua merito anche della trasmissione tv (alla vigilia del voto), del documentario Home, prodotto da Luc Besson (sarebbe la dimostrazione che anche Besson può fare qualcosa di buono, nella vita).
Da noi, le speranze suscitate dai Verdi qualche anno fa sembrano lontane, per errori del partito e per cronico ritardo culturale. Però, però… Se andiamo a vedere come hanno votato gli italiani all’estero, scopriamo che S&L è sopra al 7%, segno che quando si esce dai confini, ci si rende conto un po’ meglio di quali sono le priorità, le domande essenziali cui la politica deve rispondere in questo momento. Al tempo stesso, in Italia sembra ci sia un bel fermento, tra battaglie sul biologico e contro il nucleare, iniziative di difesa del territorio, crescente consapevolezza ecologica ecc., che però non riescono a riconoscersi in un discorso politico che porti queste istanze nel dibattito parlamentare e nella pratica pubblica. Per cui, all’italiana, come al solito, nel bene e nel male: tante belle menti, tanti progetti dal basso, sparsi per la penisola, eppure nessuna sintesi di questi intenti che porti a un piano più generale di ripensamento eco del vivere, del costruire, del pensare il territorio, la mobilità, le abitudini quotidiane e così via.
Non siamo politologi e non sappiamo cosa ci aspetta nel futuro. Al momento, ci sembra che l’aggruppamento di Nichi Vendola sia un punto di partenza interessante per riconfigurare la sinistra in cui ci riconosciamo, moderna (nel senso buono del termine), laica, ecologista, e a tal proposito facciamo nostre molte delle posizioni di Giuseppe Genna sul suo sito. Per il resto, lo scopriremo vivendo, votando, lottando.

Advertisements
No comments yet

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: