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La libertà di tirar su baracconate (Addenda al post della scorsa settimana)

23 marzo 2016

Premessa doverosa: non siamo contro le manifestazioni religiose. Se uno vuole salire su una cassetta da frutta in piazza e berciare della fine del mondo, per noi è liberissimo di farlo. Non siamo nemmeno contrari a quelle particolarissime e peculiari forme di rappresentazione popolare che prevedono una scarpinata di solito dietro a un accrocco pesante che raffigura il santo, o la Madonna, o il Cristo stesso relativo al giorno. Non siamo contro presepi viventi e vie crucis. Pensiamo ci siano persino (ad andarli a cercare) eventi di grande suggestione e autentica spiritualità, per carità.

Ciò detto, ci viene un dubbio.

Avendo assistito qui a Silent Hill alla preparazione delle scenografie (degne di un peplum di Tanio Boccia) per la messa in scena della passione in piazza (sequestrata per due settimane); al coinvolgimento appassionato della popolazione, come pubblico o comparse insandalonate; al sentimento collettivo che pare contagiare tutti sempre e solo in queste occasioni, beh, appunto, ci viene questo benedetto dubbio: ma se gli stessi mezzi, lo stesso entusiasmo, lo stesso senso di unità e orgoglio civico l’amministrazione e gli abitanti li applicassero alla cura quotidiana delle case, delle strade, del verde; se invece di spendere cifre spropositate per la statua di mulo e mularo che dovrebbe salutare chi arriva da fuori in paese, si evitasse che il prato proprio accanto alla statua suddetta sia una discarica a cielo aperto (la stessa discarica in piccolo che si formava intorno ai cassonetti proprio accanto alla ex sede del comune, a proposito di biglietti da visita); se si coinvolgesse la gente allo stesso modo per la raccolta differenziata, la lotta allo spreco energetico, la sensibilizzazione contro i maltrattamenti animali, ad esempio; ma che paese meraviglioso potrebbe essere questo.

Potrebbe.

(Intanto, mentre in piazza andava in scena la passione di Cristo Artena-style, noi, un centinaio di metri più sopra, stavamo al buio, coi lampioni spenti. Per dire.)

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