Skip to content

Quel che abbiamo imparato dalla letteratura puericulturistica

10 marzo 2016

Senza esagerare, da quando abbiamo scoperto di aspettare GB un certo numero di volumi su gravidanza e cure parentali l’abbiamo macinati. Qualche breve considerazione.

  1. Per quanto si ribadisca la diversità di ciascuna gravidanza e di ciascun frutto di essa, la tendenza alla normatività – sia l’approccio di stampo più tradizionale o tendente al post-hippie – scorre come un fiore carsico un po’ dappertutto. Di mamme ce n’è più d’una, ma alcune sono più mamme delle altre.
  2. Per esempio tutte le donne possono fare un parto naturale, tutte senza eccezione e se fai il cesareo sei solo una sciacquetta che non ha voluto impegnarsi.
  3. Per esempio 2, tutte le donne hanno latte, se non lo hai o è andato via è perché non hai insistito abbastanza o sei stata troppo egoista o sei solo una sciacquetta che non ha voluto impegnarsi.
  4. I padri lettori a volte si sentono esclusi dalla festa, come se non riguardasse anche loro.
  5. A tal proposito, la tarda mistica, o ideologia, della maternità produce anche nei più benintenzionati goffaggini linguistiche deplorevoli, che rendono spesso faticosa la lettura quando vanno a mescolarsi senza alcuna regola, anche nella stessa frase, e per le stesse azioni, genitori e madri (quasi mai padri, chissà perché). Oppure, come fa Asha Phillips, “per comodità” si uniformano al maschile i bambini e al femminile i genitori, tanto per chiarire i ruoli “giusti”. Tanta confusione sotto il cielo, quando basterebbe una semplice regola redazionale: ovverosia, a parte quando si tratti di ambiti prettamente femminili (gravidanza, parto, allattamento al seno), si dovrebbe usare sempre “i genitori”, perché entrambi i genitori possono fare tutto ciò che viene richiesto dalle cure parentali, a parte ciò di cui sopra.
  6. Invece, pare che solo le mamme siano in grado di alzarsi la notte, cambiare pannolini, svezzare, accompagnare a nido, scuola, festicciole, piscina, corsi e parco.
  7. Ovviamente anche in caso di latte artificiale deve essere la mamma a nutrire il figlio altrimenti si confonde. Del resto si sa, i neonati sono tutti un po’ cretini.
  8. Le famiglie omogenitoriali non sono pervenute.
  9. I manuali americani tendono a caricare l’infanzia di un senso di performatività tendenzialmente inquietante.
  10. Finora, nessuno batte Juul.
No comments yet

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: