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Luciopanelliana

14 gennaio 2016

La lacrima sta come arancia nell’aranceto
Su un dolce tedio a sdraio
Sfoglio all’aria una rosa ricettario
C’è un centro sopra il ponte
Tutto il sole al Nadir
La verità viene sempre a palla
Dimmi chi ti paga
Lei m’amò, tu l’amasti, io no
Un ingordo gorgo umido è l’addio
Dicendo abbiamo tempo tu intendevi dire il contrario
E fatta tu sei di svista
Nel libro d’avventure saltiamo le parole e le figure
Incolli l’invisibile
Sento di star per vivere
La punta della lingua m’ha aggredito
L’entrata dell’ossigeno
Tutti tra sé e sé pensano le stesse cose
Assumi pose inesplose
Viola il colore della sera
Hai la pazienza di un’onda
Così, semmai, le rose
La musica camusa
Sterminandola l’invincibile armata
In campo scenderanno forze prive di forza
Tu vignetta gentile
Ed è ancora mattina
Io ti vorrei incontrare però non lo vorrei
Si passa tra le cose sfuse e vaghe
Col capo chino, e l’umiltà dei frati
Gli appuntamenti sono plateali
E la parola chiave è rosmarino
Ed alberi spioventi dalle orecchie
L’ombra è severa ma addolcisce il viso
Alla fine ti trovasti in un bel posto
E fu come copiare di nascosto
Il disco del Discobolo è cromato
Mi dicesti “Sospira”
Son asole i risvegli
Ho visto la tua nuca ad Alessandria
È successo quello che doveva succedere
In vetta al suo sistema dei piaceri
Questo sì è un addio come dico io

 

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