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L’istinto mater… no, l’istinto di mandarli a fanculo

6 gennaio 2016

Sapete?, mi piace essere madre. Mi piace Giordano e mi piace quello che fa, i suoi sorrisoni stentati, lo scoprire di giorno in giorno la sua identità e il suo carattere (me sa che me ne farà passa’, di quarti d’ora…). Mi piace coccolarlo quando si dispera per qualsivoglia cosa e vedere che in braccio a me ci impiega meno di un minuto per tranquillizzarsi.
Ma mi piace anche non poter allattare, perché cedo questo… “privilegio” ad Ale, e vedo cosa significa per lui e per Giordano.
Non è sempre stato così. Quando è nato, non dico che non lo amassi, ma non sapevo chi fosse. Gli chiedevo in continuazione: “mi riconosci ora?” e solo dopo qualche giorno sono riuscita a completarla, “perché io ti riconosco”. Mi chiedevo in che modo avrebbe cambiato il mio rapporto con la persona più importante della mia vita, perché che vi piaccia o no, Ale è la persona più importante della mia vita, e continua a esserlo. Non è che Giordano conti meno: conta in modo diverso. Potrei banalmente farne una questione di soldi (dopo l’università non sono più riuscita a trovare un lavoro, e non parlo di lavori commisurati alla laurea, ma a commessa/donna delle pulizie e quant’altro) ma non è solo questo, ovviamente.
Non mi piace quando si lamenta e “fa la lagna” così senza motivo apparente, lo so che in realtà di motivi validi ne ha, ma non mi piace lo stesso. Non mi piace cambiargli il pannolino perché la cacca è una seccatura, ma era prevista nel contratto e va bene (anche se vorrei chiedere a quelli che “non lo cambio mai perché mi fa proprio schifo” – escluso Ale – per quale motivo hanno deciso allora di volere un figlio e non si sono accontentati di un bambolotto, che la cacca non la fa. Ale lo escludo perché appunto, lui allatta. Il maschio medio che schifa la cacca no).
Facciamo a capirsi: le madri, i figli, non li amano a comando, o per istinto. Ci vuole tempo. Sì, vabbe’, c’è quella che si è subito tutta presa innamorata già in sala parto, ci ha messo mezzo microsecondo, ma secondo la mia esperienza (di testimonianze raccolte qua e là, quindi fallace, lo ammetto tranquillamente) sono poche, queste donne. La maggior parte proprio non ci pensa. Sono solo sollevate dal fatto che quell’ingombro scomodo e assurdo si è tolto dal cazzo, e fatemi dormire che vorrei vedere voi dopo uno sbudellamento di questo tipo. E sorpresona, l’amore può pure non arrivare mai (anche se questi sono casi rari come quelli nella sala parto).
Mi piace aver fatto il cesareo. Anzi, sono una ferma sostenitrice del fatto che no, non ci sono “troppi cesarei” se per troppi cesarei si intende che una donna si fa fare un foglio dalla ginecologa che lo prescrive. Non ci sono troppi cesarei perché il corpo è mio e decido io cosa può o non può fare, non una qualunque ostetrica che vorrebbe propinarmi la sua verità preconfezionata di taglia unica. Il corpo è mio e ne faccio quello che mi pare, e se pretendete di fare un discorso di… “natura”, prima voglio vedere che buttate tutte le vostre automobili, staccate luce, gas e acqua, mandate falliti supermercati e farmacie, vuotate l’armadietto dei medicinali e buttate tutti i saponi e flaconi e flaconcini, e se vi fa male un dente, vi tenete il dolore. Solo in quel caso potrete fare la morale a una donna che vuole partorire col cesareo e/o non può o non VUOLE allattare, si anche se può ma non vuole.
Per questo mi incazzo quando arriva la solita espertona a farmi la lezione. Io ho smesso di prendere lezioni molto tempo fa. I/le maestr* me li scelgo da sola. Suona presuntuoso, lo so, ma così è, ci ho impiegato quasi 40 anni per scoprire e capire chi sono, e nessuno può venire a dirmi che mi sbaglio, o che dovrei essere diversa.

– fine terza parte –

2 commenti leave one →
  1. Paolo permalink
    21 gennaio 2016 02:13

    c’è chi vuole allattare e chi no, sono scelte vanno rispettate.
    Quanto all’amare i figli..è meglio amarli (con tutte le imperfezioni e contraddizioni di questo mondo) perchè se st’amore non arriva mai è un inferno per il genitore come per il pupo

    • 21 gennaio 2016 12:20

      Sono d’accordissimo. Il fatto di non riuscire ad amare il proprio figlio – credo, io non sono un’esperta – nasconde altri problemi, penso alla depressione post partum, per esempio, no?

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