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Ex Libris 204 (tempo e eternità)

25 ottobre 2015

Masnadieri

Tempo e eternità, incatenati l’uno all’altra da un solo istante!… orrida chiave, che chiudi dentro a me il carcere della vita e apri davanti a me la dimore della notte eterna, dimmi, oh dimmi, dove mi porterai? Paese straniero, da nessuno esplorato! Ecco l’umanità davanti a quest’immagine perde coraggio, l’interesse per le cose finite vien meno e in sua vece la fantasia, quest’audace scimmia dei sensi, suscita strani fantasmi davanti alla nostra credulità. No, no! Un uomo non deve esitare… Sii come vuoi, o aldilà senza nome, purché questo mio io mi rimanga; sii come vuoi, purché io mi porti dietro il mio io… Le cose esteriori non sono che la vernice dell’anima. Io solo sono a me paradiso o inferno. E se per caso tu, o Dio, mi lasciassi solo in un mondo incenerito, da cui tu hai distolto lo sguardo, dove la notte solitaria e il deserto perpetuo fossero la mia sola vista?… Ebbene, con le mie fantasie popolerei la muta solitudine, e avrei l’eternità per analizzare pezzetto per pezzetto il quadro confuso della miseria universale… O forse, attraverso sempre nuove incarnazioni e sempre nuovi scenari di sventura, grado a grado Tu vuoi condurmi all’annientamento? Ebbene, quei fili della vita che s’intesseranno nell’aldilà, non posso spezzarli come spezzo questo? Tu puoi fare di me un nulla… non puoi privarmi di questa libertà.

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