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Ex Libris 202 (incontri)

11 ottobre 2015

Estate

Arrivai a una radura soleggiata circondata da lunghe ombre. Sotto le querce, una tortora mormorava le sue fusa gentili, amorose, un suono profondo, come di foglie. Le felci frusciarono, si schiusero, e davanti a me, sullo stretto sentiero, apparve improvvisamente una volpe. Il mio odore doveva essere per lei molto più forte e soffocante di quanto non fosse per me il suo afrore ghiandolare, ma per lunghi momenti rimase immobile. Si era mossa molto lentamente, come meditando, forse non ancora del tutto sveglia dopo il sonnellino pomeridiano. Si avvicinò di alcuni passi. Guardando la sua faccia pallida e bianca, un po’ più scura intorno agli occhi ambrati e lucenti, mi sembrò di veder passare su di me la maschera morbida della volpe. Avvertii l’alito fetido, il naso indagatore e mai assopito, la veste ardente di sensi così acuti da essere insopportabili per l’uomo. Mi sentii avviluppato dalla maschera della volpe, come fossi il suo focolare, il suo rifugio. L’animale guardava attraverso i miei occhi. Poi questa sensazione svanì; ed ecco di nuovo la volpe, a un metro da me. Senza far mostra di riconoscermi come nemico, mi oltrepassò lentamente e svanì tra le felci.

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