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Ex Libris 199 (chi vuole l’esclusiva della spiritualità?)

20 settembre 2015

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Aldous Huxley fece del suo meglio per convincerci che l’esperienza spirituale indotta chimicamente non è falsa, e lo fece ben prima che conoscessimo le reti dei recettori cannabinoidi o oppioidi. “In un modo o nell’altro, tutte le nostre esperienze sono condizionate dalla chimica, e se crediamo che alcune di esse siano puramente ‘spirituali’, puramente ‘intellettuali’, puramente ‘estetiche’ è solo perché non ci siamo mai presi la briga di esplorare la chimica dell’organismo nel momento in cui si verificano.” Huxley spiega come i mistici abbiano sempre lavorato in modo sistematico alla modificazione della chimica del cervello, con il digiuno, l’autoflagellazione, la veglia, il movimento ipnotico o la recitazione ripetitiva delle preghiere.* Il cervello è in grado di drogarsi da solo, come succede con determinati placebo. Non è solo immaginazione che un placebo antidepressivo agisca per lenire la nostra tristezza o la nostra preoccupazione: di fatto il cervello produce una dose extra di serotonina in risposta alla stimolo mentale di una pillola che non contiene altro che zucchero e convinzione. Tutto ciò significa che le funzioni della coscienza sono al contempo più e meno materialistiche di quanto comunemente si pensi: le reazioni chimiche possono indurre determinati pensieri, ma, a loro volta, i pensieri sono in grado di provocare reazioni chimiche.

Ciò nonostante, l’uso di droghe a fini spirituali sembra ingannevole e a buon mercato. Forse è la nostra etica del lavoro a venirne offesa: si sa, non c’è guadagno senza sofferenza. Oppure è l’origine dei composti chimici a infastidirci, il fatto che provengano “dall’esterno”. Soprattutto nell’Occidente giudaico-cristiano, siamo soliti definirci in base alla distanza che abbiamo posto tra noi e la natura, e guardiamo con gelosia ai confini tra materia e spirito come prova del nostro legame con gli angeli. L’idea che lo spirito possa rivelarsi materia (e niente meno che materia vegetale!) rappresenta una minaccia al senso di separatezza e religiosità. La conoscenza spirituale proviene dall’alto o dall’interiorità, di certo non dalle piante. I cristiani hanno un nome per chiamare chi la pensa altrimenti: pagano.

* Huxley sosteneva che al giorno d’oggi non ci sono tanti mistici e visionari come nel Medioevo perché l’alimentazione è migliorata. Le carenze di vitamine compromettono le funzioni cerebrali e potrebbero spiegare il gran numero di esperienze visionarie del passato.

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