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Stateci

9 settembre 2015

Il premier, l’altro giorno, ha posto il discrimine nell’atteggiamento verso migranti, profughi, rifugiati, tra “bestie” e “uomini”.

Oggi, a pranzo una madre si rivolgeva al figlio stigmatizzando il suo mangiare con le mani: “Che sei, un animale?”

Ah, questo malinteso concetto di umanità.

Ah, questo ancor più malinteso concetto di bestialità.

Esimio premier, gentile signora, vi informo che voi, i vostri figli, i disperati della Terra e i potenti che ne decidono la sorte, io, tutti noi “siamo animali”.

Lo dice anche l’amica Annarella Feminoska.

Lo canta anche l’amata Neko Case.

Prima lo accetteremo, prima potremo pensare a cosa significa davvero essere dei viventi gettati in questo mondo, e a come trattarci meglio, noi, gli altri animali, il bios intiero.

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