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Le traduzioni estemporanee 9

1 aprile 2015

Personaggi: Artie, Vale
Ambiente: angolo studio, soggiorno.

(Vale sgranocchia un pretzel. Artie sale sulla scrivania.)
Artie: madre, mi dai un po’…
Vale: eh, ma non ti p…
Artie: non dirlo, madre, lo sai che non devi dirlo.
Vale: vabbe’, ma insomma. Sai che non puoi stare qui sopra, vero?
Artie: dammi il pretzel e me ne vado.
Vale (concedendone magnanima un pezzetto): fatti bastare questo.
Artie: bastare, già già, intanto va bene, poi si vedrà.
Vale: no, non “si vedrà”. E guarda, già non riesci a mangiare questo, lo hai fatto cadere (lo tocca sulla nuca. Artie salta via tutto spaventato)
Artie: Wooo, oh, che è, che è stato, aiuto, mi hanno attaccato! Che era? Devo mettermi in salvo!
Vale: -.-‘ ecco. Ecco il tuo pretzel, eccolo qui, adesso vattene a dormire da qualche angolo. Uff…
Artie: …magari prima un altro pezzetto di pretzel?

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