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Ex Libris 180 (deiezioni della Storia)

29 marzo 2015

Paesaggio

Noi ormai operiamo, nel senso proprio di costruire edifici, case, monumenti, spazi coltivati, in uno scenario già esistente nel quale altri, prima di noi, cioè i nostri progenitori, hanno operato, a loro volta operando in un quadro anch’esso preesistente. Il nostro pianeta non riesce più a contenere la nostra voglia di edificare, la nostra urgenza di fare, costruire, manipolare le cose, la natura, lo scenario ereditato. Produciamo continuamente eventi, facciamo e rifacciamo incessantemente il volto dei nostri territori, dimenticando che tutta la nostra produzione finisce sommersa: diventa cascame della storia che va a rimpolpare gli strati sui quali edifichiamo il nostro presente. Allora si guarda alla storia per cercare di capire le ragioni degli eventi che sono accaduti, delle situazioni che si sono instaurate in un paese o, come da qualche secolo accade, nell’intero mondo. E ci rendiamo conto che tutti gli accadimenti che pure producono cose, edifici, monumenti, finiscono per sedimentare sul suolo, dando vita ad una sorta di sterminato deposito archeologico, uno sterminato cimitero: “viviamo il presente – ha scritto Heidegger – correndo verso il baratro della morte”. Gli accadimenti difatti fuggono via, una volta cessati, finiscono di emettere rumore, riflessi, abbagli, fuggono via come colpi di vento. Di essi resta appena il ricordo, ma fisicamente rimangono incarnati nel paesaggio come prodotti o deiezioni della storia che avanza. Il resto è solo vento, rumore che passa.

2 commenti leave one →
  1. 29 marzo 2015 18:16

    “Di essi resta appena il ricordo, ma fisicamente rimangono incarnati nel paesaggio come prodotti o deiezioni della storia che avanza. Il resto è solo vento, rumore che passa.”

    Mi ha fatto venire in mente il finale de La carta e il territorio di Michel Houellebecq, per me il suo romanzo più maturo.

    • 30 marzo 2015 10:07

      Sì, Houellebecq ci dicono di leggerlo, in più d’un*. In realtà quello che ci siam fatti, Estensione del dominio della lotta, diciamo che non c’ha entusiasmato, ma si proverà prima o poi con La carta e il territorio.

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