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Col nostro sangue hanno dipinto il cielo – segnalazione

9 aprile 2014

Come lettrice forte compulsiva drogata, che non ne ha mai abbastanza quale sono, amo la serialità. Se trovo un autore, un’autrice che mi piace, mi metto metaforicamente di guardia davanti alla libreria (fisica, online, non importa) e sbavo come il povero cane di Pavlov appena sento che uscirà presto il nuovo lavoro di. Io non sono buona. Se un’amica scrittrice viene da me triste per la situazione e convinta che non vale più la pena scrivere, in Italia, io la consolo, la ascolto, cerco di darle qualche consiglio, di tirarla su, non per lei, ma per puro egoismo. Io voglio solo che questa amica (questo amico, non è questione di genere) la pianti con queste seghe mentali e apra quel cazzo di word (se poi qualcuno fa lo stesso con me, tanto di guadagnato).

Ok, fine preambolo. Tutto questo per introdurre una segnalazioncina delle mie. Vi ricordate?, tempo fa – ops, un anno e mezzo fa!, come passa il tempo signora mia – segnalavo l’esordio di una giovane e talentuosa scrittrice. Eleonora Caruso non era una che “stamattina mi sono svegliata e ho deciso di fare la scrittrice”. Ha passato anni a scrivere, fan fiction e no, non è che si è inventata autrice da un giorno all’altro. È una di quell* (non sono poch*, ma nemmeno tantissim*) che si meritano di stare lì dove stanno, per la mole di pagine che hanno scritto prima di pensare anche solo “ma forse potrei provare a pubblicare”.

Da qualche giorno è uscito, per Speechless (che non finirò mai di sostenere, continuate così, ragazze!) un racconto lungo, Col nostro sangue hanno dipinto il cielo, ambientato in un freddo, sterile e blandamente spietato Giappone contemporaneo. Non sono un’esperta di Giappone, non posso assicurare i patiti della verosimiglianza riguardo l’accuratezza del racconto di Eleonora. Ma lei, invece, che della cultura giapponese è una grandissima appassionata, avrà senza dubbio fatto un gran lavoro di documentazione. E alla fine, sinceramente, chi se ne importa? Il racconto è bello per quello che è: una piccola, dura storia di disillusione.

Ecco, basta: è gratuito, scaricabile in diversi formati, un prodotto editoriale curato come tutti quelli marcati Speechless. Non vi porterà via molto tempo, leggerlo. Ma vi rimarrà dentro a lungo.

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