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Un po’ di pensiero, grazie

1 gennaio 2014

L’anno si è mal concluso con la brutta storia dello spot pro-sperimentazione animale di Caterina Simonsen e della susseguente valanga di insulti, a testimonianza del processo di infantilizzazione e sclerotizzazione cui la comunicazione tramite social network sottopone un tema di tale delicatezza.

Da una parte, (certi) pro-testers che, da autoproclamatisi paladini della razionalità dura e pura,  non esitano se è il caso a sfruttare l’emotività più epidermica. Dall’altra (certi) animalisti che (pur fatta la tara agli inevitabili fake) sembrano ogni volta ansiosi nel modellarsi sullo stereotipo a loro richiesto dalla macchina del consenso, agendo (in conformità alle teorie e sperimentazioni comportamentiste che dovrebbero aborrire) come perfetti cani di Pavlov, dando così a (certi) mezzi d’informazione che non aspettano altro, la possibilità di cavalcare il puledro dell’indignazione, in qualsiasi direzione sia lanciato.

Per fortuna c’è anche chi si piazza nell’occhio del ciclone e approfitta della situazione per ragionare, ed è quel che ci serve, ora: un pensiero antispecista stratificato e complesso. Ecco alcune delle cose a nostro avviso più interessanti lette in questi giorni.

Un comunicato molto centrato di Contro Green Hill.

Un intervento sottoscritto da diverse associazioni e uno da parte di una veterinaria su Gallinae in fabula.

Un post di Maria Giovanna Devetag (segretaria dell’associazione radicale antispecista Parte in causa).

Due articoli al solito lucidissimi di Serena Contardi su Asinus Novus: qui e qui, oltre a un’intervista illuminante e ricchissima di spunti con Roberto Marchesini.

Due, davvero esemplari, di Feminoska su Intersezioni; il primo più focalizzato sul tema, il secondo che ne prende spunto per allargare la riflessione, con una parte da leggere attentamente sui ritardi di (certo) femminismo nell’abbracciare la causa antispecista.

Una sana opera di smontaggio di un po’ di banalità incrostate nel pensiero dominante da parte di Annamaria Rivera sul Manifesto.

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