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…Perché io voto!

24 febbraio 2013

Trovo che sia una cosa davvero assurda, quel certo atteggiamento che ho notato in giro, diffuso trasversalmente tra gli amici a prescindere da sesso, educazione, istruzione e conto in banca.

“Ah, sono tutti uguali”

“Ah, pensano solo a riempirsi le tasche.”

“Ah, ma se non era Berlusconi era un altro.”

“Ah, ma tanto non cambierà mai niente.”

“…quindi non vado a votare.”

Certo che non cambierà mai niente, se non vai a votare. Ovvio che le cose ristagnino, se chi ne ha la possibilità preferisce stare seduto in poltrona a fare il pianto greco.

E l’IMU, e le tasse, e i disservizi, e gli asili che non ci stanno, e la sanità che va sempre peggio (guardatevi Sicko di Michael Moore, prima di dire che la nostra ahimé disastrata sanità sia il peggio che possa capitare), e i rimborsi ai partiti e le pensioni d’oro agli ex onorevoli, e loro che non fanno niente e dormono in parlamento.

Io voto perché valgo e so di valere.

Voto per far sentire la mia voce.

Perché se anche fosse un solo voto in più in un mare di altri, è pur sempre la MIA voce.

E chi, per qualsiasi motivo, decide di stare zitto ora, non ha diritto di lamentarsi poi se le cose vanno male (confermando che il lagnarsi è sport nazionale italiano proprio come il calcio – e in perfetta sintonia, col calcio stesso).

La politica non è una cosa staccata, là in alto, sterilizzata e intoccabile. I politici non sono un’entità aliena in cui siamo chiamati a discernere il meno peggio.

I politici sono nient’altro che lo specchio del paese. Berlusconi ha fatto quel che ha fatto, perché la maggioranza degli italiani avrebbe fatto le stesse cose, avendone la possibilità.

I politici sono pigri, corrotti e ladri, perché gli italiani sarebbero pigri, corrotti e ladri al posto loro.

Ma non sono tutti uguali. Come gli italiani non sono tutti uguali. E se le mie parole vi offendono, dimostratemi che non ho ragione. Dimostratemi che farete la cosa giusta, che andrete a votare, che non importa se un candidato è gay o etero, se ha quaranta o sessant’anni, se è friulano o sardo, importa quello che dice, importa se parla di welfare, di scuola e istruzione, di lavoro, di progresso, di ambiente. Il mondo sta andando a fuoco, e i candidati devono parlarne, perché quando ci mancheranno aria e acqua non avrà molto senso pensare ai soldi.

Io valgo perché voto.

Voterò SEL. Ma non voglio farvi un comizio per convincervi a votare come me. Votate come volete, come vi dettano le vostre convinzioni.

Beh, una cosa la direi: non votate Berlusconi, e questo è pacifico. Né Grillo, se possibile.

3 commenti leave one →
  1. 24 febbraio 2013 13:50

    *applaude*

    Vale for president!

  2. elenaromanello permalink
    24 febbraio 2013 14:27

    Pure io voto SEL, perché sono per lo Stato sociale e perché vogliono abolire la legge Biagi e la riforma Fornero. E vogliono anche dare una mano alle persone dello stesso sesso che vogliono passare una parte della loro vita insieme.

  3. 24 febbraio 2013 22:57

    non fa una piega.
    sottoscrivo la nota finale su chi NON votare, a tutti i costi.

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