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Ex Libris 68 (parole)

24 novembre 2012

Non leggerai il mio racconto. Tu leggi il mondo ma non le lettere del parlare. Non sei capace. Forse un giorno imparerai. Allora, torna in questa fattoria, separa i serpenti del cancello che hai costruito, entra in questa casa grande e spaventosa, sali le scale e vieni in questa stanza che parla alla luce del giorno. Se tu non leggerai mai tutto questo, nessuno lo farà. Queste parole attente, chiuse su se stesse e spalancate, parleranno tra loro. Tutto attorno, da un lato all’altro, da sotto a sopra, da sopra a sotto per tutta la stanza. Oppure. Oppure forse no. Forse queste parole hanno bisogno dell’aria che c’è fuori nel mondo. Hanno bisogno di voltare alte e poi cadere, cadere come cenere su acri di primule e malva. Sopra un lago turchese, al di là degli abeti eterni, tra le nuvole tagliate dall’arcobaleno per insaporire la terra.

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