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Ex Libris 56 (we’re all in this together)

1 settembre 2012

Era un pesce piccolo, un pesciolino, lungo non più di mezzo dito, con le squame d’argento e le pinne delicate come un merletto e le branchie trasparenti, tremule. Un occhio da pesce rotondo e sbarrato guardò i due per un istante come per ammiccare a Maya e Mati che tutti noi, tutte le creature vive su questo pianeta, uomini e bestie, uccelli rettili insetti e pesci, tutti siamo in fondo parenti, malgrado le tante differenze che ci separano; in fondo, quasi tutti abbiamo occhi per vedere forme e movimenti e colori, e quasi tuttti sentiamo i rumori e gli echi dei rumori, o almeno avvertiamo l’avvicendarsi della luce e del buio attraverso la nostra pelle. E tutti noi captiamo e cataloghiamo continuamente profumi, sapori e sensazioni.
Questo e altro: tutti noi, senza eccezione alcuna, qualche volta ci spaventiamo e ci riempiamo anche di terrore; a volte, capita a tutti, siamo stanchi, o affamati, e ognuno di noi ha cose che gli piacciono e cose che infastidiscono e ispirano spavento o disgusto. E poi, tutti noi, senza alcuna eccezione, siamo vulnerabili. E tutti, uomini e rettili, insetti e pesci, tutti dormiamo e stiamo svegli e di nuovo dormiamo e di nuovo siamo svegli, tutti cerchiamo di stare il meglio possibile, di non avere troppo caldo e nemmeno freddo, tutti, senza alcuna eccezione, facciamo del nostro meglio per conservare noi stessi e stiamo attenti a tutto quello che taglia e morde e punge. Del resto, è così facile farsi del male. E tutti noi, uccellini e vermi, gatti e bambini e lupi, tutti badiamo bene a evitare il più possibile il dolore e il pericolo, ciononostante rischiamo non poco quando andiamo a procurarci il cibo o giochiamo o ci buttiamo in avventure emozionanti.
“Al punto che, ” aveva detto Maya dopo aver ragionato un po’ su quel pensiero, “al punto che in fondo si potrebbe dire che tutti noi, senza alcuna eccezione, siamo tutti sulla stessa barca: non solo tutti i bambini, non solo tutto il villaggio, non solo tutte le persone, ma tutti gli esseri viventi. Tutti noi. E non sono ancora sicura quale sia la risposta giusta alla domanda se le piante non sono anche loro un poco nostre lontane parenti, no?”
“Quindi chi prende in giro o tormenta altri passeggeri”, continuò Mati, “è proprio scemo, perché sta sulla stessa barca con gli altri anche lui. Perché di barca ce n’è una sola.”
Dopo un momento, in un batter d’occhio, il pesciolino scattò, aprì le sottili pinne e affondò leggero nell’acqua buia, all’ombra della vegetazione acquatica.

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