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Cauto ottimismo?

26 giugno 2012

È che quest’anno non ho ancora visto vespe. Cioè, ne ho viste eccome, in giro, e di varie taglie. Quelle che non ho visto sono le mie nemesi, i calabroni che tutte le estati, da quando ci siamo trasferiti, presidiano il nostro micro-giardino e mi impediscono di vivere serenamente (sì, vabbe’…) il paese.

Che qualche solerte (e spero presto ex) paesano abbia chiamato vigili del fuoco o guardia zoofila o qualsiasi cosa sia, per far rimuovere il nido (che ancora non ho capito dove fosse) non ci credo. I miei devotissimi (e spero presto ex) compaesani si muovono per pochi motivi, e tutti legati alle processioni estive.

Ricordo che fino all’anno scorso pensavo che i calabroni vivessero nel parco qui di fronte, una selva inselvatichita e selvaggia (ahahahahah!) lasciata a sé stessa (non dispiace) e alla mercé dei devotissimi e educatissimi miei (spero presto ex) compaesani che ci buttano immondizia come fosse lo sport nazionale (un momento, ma spargere immondizie È lo sport nazionale!). L’anno scorso invece, studiando meglio le dinamiche di arrivo e partenza dei suddetti calabroni ho capito che molto più probabilmente il nido sta in paese, in qualche casa. Magari proprio quella sopra, disabitata. Ma chi può dirlo? Chi può dire come i miei (spero presto ex) compaesani reagiscono alla convivenza con le altre creature di (coff) Dio? I gatti li ammazzano, i topi ci provano, i cani li cacciano via a sassate e li mandano in canile, magari le vespe le tollerano?

La vecchia del piano di sopra per esempio tollera benissimo le termiti, quando le ho detto che bisognava che facesse una seria disinfestazione (altrimenti gli ottocento euro – € 800 – che ho speso per disinfestarli da me, sarebbero stata letteralmente carta straccia) mi ha detto, ah, ma tanto quelle non se ne vanno, e comunque non sono mai state un problema da cinquant’anni che sto qui. Questa è una parafrasi credo abbastanza fedele di quello che ha detto (il dialetto parlato dai miei – spero presto ex – compaesani è tra i più brutti al mondo).

In ogni modo, finora niente calabroni. Non è che questo mi rincuori, eh. Se pure quelle stronzissime e opportuniste di vespe se la sono data a gambe, vuol proprio dire che il mio (spero presto ex) paese è venefico. No, meglio non esagerare con l’ottimismo.

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