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Ex Libris 40 (umidità)

28 aprile 2012

La casa abitata da chi la abiterà come fantasma deve essere umida, con una produzione di muffe e uno sbriciolamento di intonaco che in nessun modo possono scendere al di sotto di un determinato livello. L’umidità è infatti necessaria a condensare e rendere fluidi gli spiriti emessi dalla persona, che diversamente non avrebbero la velamentale sericità per coprire ogni cosa come una pellicola o un invisibile sudario. Toccando lo schienale di una sedia o una mensola di ardesia l’abitatore toccherà così la propria stessa umanità, siccome chirurgo che frughi entro sé con dita sapienti. Soprattutto, gli spiriti non potranno disseccarsi o squamarsi, ciò che li porterebbe a un grado di polverizzazione infungibile alla fantasmasi. Umida del resto è ogni tana, e solo la presenza del titolare è quella che rende tiepido quell’umido. Finalmente, l’umido tende al marcio, ciò che annuncia fin troppo didascalicamente il destino del futuro fantasma: il quale però, nella sua qualità di premorto, parteciperà di quest’umido già in vita.

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