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Stadio d’assedio

24 aprile 2012

E comunque:

in una più o meno normale domenica di calcio italiano, un manipolo di idioti può permettersi impunemente di interrompere una qualsiasi partita, in un qualsiasi stadio;

nella stessa domenica, si gioca il V-Day, e alla fine di una splendida partita Macerata vince su Trento con un punto decisivo quantomeno dubbio. Qualche inevitabile polemica, qualche (giusta) richiesta di introduzione della prova video nel volley. Stop. Per il resto festa, bella, luminosa, sportiva.

Immaginiamo una situazione simile applicata al calcio attuale (e non solo): città messe a ferro e fuoco, polizia in assetto di guerra, feriti, morti forse.

Per non parlare delle scommesse. Per non parlare del doping. Per non parlare degli scandali arbitrali. Per non parlare di una occupazione semi-totalitaria dello spazio mediatico con conseguente ricaduta negativa su tutto il resto dello sport (quello che – a parte i pseudosport motoristici – si deve contendere le ultime 4-5 pagine dei quotidiani cosidetti sportivi). Per non parlare di millanta altre cose.

Mi pare sempre più evidente che il calcio è diventato il cancro dello sport italiano.

 

 

2 commenti leave one →
  1. immortalolimpiadi permalink
    24 aprile 2012 18:03

    Purtroppo devo darti ragione, ci sono dirigenti incapaci di gestire il prodotto calcio, incapaci di guardare al futuro. Amo il calcio ma anche gli altri sport, purtroppo questi ultimi per la televisione a parte sky ed eurosport, e il digitale terrestre non tirano. Il problema è nato dagli anni 90 con Mediaset che ha acquistato i diritti sul calcio. Essa ha iniziato a far picchi di ascolti con il calcio, la Rai e la Domenica Sportiva si sono dovute adeguare per non perdere telespettatori

  2. 26 aprile 2012 10:56

    Anch’io amavo molto il calcio, son riusciti a farmelo detestare – oltre che per la scandalopoli continua – per l’occupazione dittatoriale di ogni spazio di comunicazione possibile. Tra le tante cose che fanno dell’Italia un paese non normale è che lo sport viene indebitamente identificato col calcio. Punto. Ok, pazienza. Ho smesso di tifare Juventus quando Moggi è andato al potere. Ho smesso di seguire il campionato quando Baggio si è ritirato. Ho festeggiato il mondiale nel 2006, ma oggi anche la nazionale mi risulta indifferente. Per fortuna gli sport da seguire non mancano. Spero solo che gli italiani si sveglino anche da questo sogno drogato, e capiscano che c’è much more than this. C’è l’atletica, e il nuoto, e i tuffi, e lo sci, e il tennis, e il volley, e la scherma… C’è tutto un mondo da scoprire, solo lo si voglia. Anche queste sono rivoluzioni culturali. Più che mai necessarie.

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