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Al cinema

30 marzo 2012

Altri, più intelligenti di me, saranno attratti dai giochi dell’intelligenza.

Per quanto mi riguarda, alla fine, quello che rimane sono quei momenti di quieta rivelazione di qualcosa che giace ai confini dell’indicibile, dell’irrappresentabile. Gli esempi di pensiero percettivo cui torno, mi accorgo, sono ogni volta gli stessi. Abbacinanti epifanie da ricercare sullo sfondo come i lampi di Herzog in Fitzcarraldo o Mann in Miami Vice. Una improvvisa luce fittizia in Film Rosso. Il vagare della camera-farfalla di Malick. In definitiva, penso che si vada al cinema non per farsi titillare il cervello, ma per farsi folgorare i sensi.

Altrimenti è inutile.

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