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These are the songs of my life: Supergrunge Edition

19 marzo 2012

Vent’anni fa avevo vent’anni e si andava avanti a pane e grunge. Ma è interessante che le vette forse più alte del genere vennero raggiunte da due progetti collaterali, due supergruppi con all’attivo un album ciascuno, che mettevano insieme membri di Soundgarden, Pearl Jam, Alice in Chains, Screaming Trees, e vedevano come minimo comun denominatore la presenza di Mike McReady. Uno, nel 1991, nasceva per commemorare uno dei misconosciuti eroi e iniziatori del movimento, Andrew Wood dei Mother Love Bone, e annunciava il momento di suo massimo impatto commerciale. L’altro, nel 1995, andava a chiuderne la fase propulsiva, miscelandolo con altri sapori e colori.

Erano i Temple of the Dog e i Mad Season. Era lo splendore incorrotto di tracce come Hunger Strike e Long Gone Day, dove le voci di Chris Cornell, Eddie Vedder, Mark Lanegan e Layne Staley si incontravano a un irripetibile crossroads.

I don’t mind stealing bread from the mouths of decadence
But I can’t feed on the powerless when my cup’s already overfilled

I fear again like then I lost my way
Shout to god to bring my sunny day

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