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Ex Libris 29 (linguaggi)

11 marzo 2012

Ogni linguaggio tecnico, al suo apparire, si distacca dal linguaggio comune, dal sapere comune, e costruisce un lessico di nuove parole, di immagini mentali e di rappresentazioni spaziali, autonome, e nel far questo estende i limiti delle nostre conoscenze e del linguaggio generale, e talvolta cambia anche in parte anche il nostro modo di vivere e di morire. Ma a poco a poco, perfino la lingua più operativa comincia a restituire qualcosa alle parole e al senso comune, probabilmente nel momento della sua piena maturità, o della sua piena diffusione, o dell’inizio del suo declino. È come se liberasse qualcosa che era custodito al proprio interno, nascosto nella sua operatività, idee di comportamento e orientamento, percorsi della mente e della percezione, sentimenti; è come un lento ritorno alla lingua madre. Era questo qualcosa che, al momento di perdere la mia natura di aeroplano, cominciai a chiamare “la conoscenza del pilota”.

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