Skip to content

Seitan al bambù

31 gennaio 2012

Questa è la prima ricetta che scrissi per veganblog, ai tempi in cui avevo più tempo per far foto e cucinare (ed ero più elastica per accettare tutte le regole della comunità). Ve la ripropongo con la raccomandazione di assumere con moderazione il seitan, che è fatto di glutine.

Qualche tempo fa, spinta più dalla curiosità che dal bisogno, ho comprato un barattolo di germogli di bambù, scoprendone solo dopo l’assoluto non-sapore. Che fare con questa roba? Ma è ovvio: trasformare una ricetta di Anne Wilson (“Step-by-step: Chinese Cooking”, 1991) in vegana.

Né le dosi, né tantomento gli ingredienti sono quelli della ricetta originale. Le dosi sono per quattro morigerati o tre affamati.

Innanzitutto bisogna prendere un barattolo di germogli di bambù (180 grammi sgocciolati), scolarli, metterli in un piatto e cospargerli con:
pepe bianco
zenzero in polvere
un po’ di paprica
salsa di soia
acqua per coprire il tutto
Questo lavoro va fatto la mattina, o all’ora di pranzo, per cucinare la sera.

Un’oretta prima bisogna marinare il seitan, 250 grammi: tagliarlo a dadini e marinare con zenzero in polvere e salsa di soya. Io ho anche spolverizzato un po’ di origano essiccato.

Scaldare il wok (o una padella dai bordi alti) con tre cucchiai di olio di sesamo. Va bene anche un altro olio di semi ma quello di sesamo è profumatissimo e nello stesso tempo delicato. Cospargerci un cucchiaino del solito zenzero in polvere e un cucchiaino di semi di sesamo. Tagliare a fettine due cipollotti freschi, e farli soffriggere nell’olio. Affettare una carota sottile, e metterla nel wok con i cipollotti. Poi con un cucchiaio di legno spostarli di lato. Versate il seitan, cuocere per un minuto, poi fare ancora spazio ai germogli di bambù sgocciolati dal liquido di marinatura. Far cuocere il tutto due o tre minuti, versando un bicchiere di acqua, un cucchiaio di fecola e un giro di salsa di soya.

Si serve con una ciotolina di salsa agrodolce, che gli amanti dei gusti contrastanti potranno mettere direttamente nel piatto.
Da bere un bardolino chiaretto, o una buona falanghina.

Annunci
2 commenti leave one →
  1. 31 gennaio 2012 14:39

    Uno dei miei piatti di cucina etnica preferiti!
    Glutine o meno da consigliare assolutamente! (beh salvo a chi fa male ovviamente).

  2. 31 gennaio 2012 14:54

    Grazie! ^_^ In realtà un discorso sul glutine sarebbe da farsi, ma io non ne ho le competenze.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: