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Di cacciatori, botti e speranze (Cattive e buone nuove tra fine e inizio)

30 dicembre 2011


Passeggiando per il nostro attuale comune di residenza, in questi giorni di festa, può capitare di imbattersi nella cosa di cui sopra. Quando l’ho visto la prima volta l’altra sera, tornando a casa di sera, ho pensato lì per lì a un’allucinazione visiva. Sicuramente doveva esserci scritto BASTA COL CEMENTO. Magari BASTA CON L’ABUSIVISMO. O forse era BASTA CON L’INQUINAMENTO. Quando ci sono ripassato davanti il giorno dopo, al contrario che in Blow-up, il corpo del delitto invece era ancora sotto gli occhi di tutti, nella sua paradossale evidenza.

Ora, al sottoscritto e alla Vale, in finale, un manifesto così fa quasi piacere. Perché, la conoscerete no?, quella storia dei cacciatori che sarebbero loro i veri ecologisti, fatti e finiti, altro che quei verdi da salotto che stanno sempre a rompere con paletti e divieti. Ora, probabilmente ci stanno anche quelli, i cacciatori alla Mario Rigoni-Stern, forti di un rapporto viscerale col proprio territorio, legati a doppio filo, nel bene e nel male, a una tradizione in cui la caccia poteva identificarsi con la sopravvivenza. Non condividiamo, ovvio, ma possiamo capire.

Però, però, a parte l’ormai flagrante anacronismo di questa forma mentis, crediamo (temiamo) che l’identikit più somigliante del cacciatore contemporaneo è quello che emerge da siffatto richiamo all’Hunters of this land unite: al bando leggi e limitazioni, libertà di ammazzare comunque e dovunque. Sindrome del Far West, potremmo definirla. Benvenute allora queste uscite allo scoperto che servono se non altro a fare un po’ di chiarezza.

Qualche buona notizia, sintomo che qualche lento, ma percepibile cambiamento di mentalità è alle porte, viene d’altronde dal tardivo quanto benvenuto divieto di botti che ha iniziato a diffondersi di città in città. Come potrà essere effettivamente applicato, è tutto un altro paio di maniche, ma – al solito – se non si inizia da qualche parte, non si arriva mai da nessun’altra. Auguri senza guerre simulate, cenone veg, e l’anno può iniziare nel migliore dei modi.

Quanto ai propositi, sarò più conciso della Vale.
Speriamo di finire di leggere Mason & Dixon.
Speriamo di finire di scrivere Asa vol. 1.
Speriamo di finire su Writers and Kitties.

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