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Della furbizia dei gatti

27 dicembre 2011

Non so se ricordate la disavventura della timidona di casa… sì Emily, con Ale o Vale che sbadatamente lasciano la porta-finestra della camera aperta, e lei esce sulla tettoia del piano di sotto, scende sul vaso posto lì a fianco, e per non balzare giù – avrà le vertigini? – si infila invece nella vicinissima casa, dotata di uno di quei portoncini con finestrella superiore. Aperta, giacché l’appartamento gode di clima tra l’umido e il fradicio.

Ebbene, ci risiamo.

Quando, in occasione di qualche festa, scendiamo a Roma, dovremmo far le cose con calma, operare un ultimo giro di casa e stare molto attenti ai particolari. Del resto la verità è nei particolari, o mi sbaglio?

Anyway. Domenica sera rientro, e mi sembra quasi di essere capitata in un thriller. C’è qualcosa… avete presente, una sorta di campanello mentale, che dice di stare attenta, che c’è qualcosa di sbagliato, che questa casa non è la tua solita casa… aspiro a fondo l’aria e me ne accorgo. Non puzza. L’aria non puzza. Faccio il giro delle stanze, e mi trovo la portafinestra – sempre lei – spalancata.

Gatti all’appello! State tutti bene? Oddea, è entrato qualcuno, hanno sfondato la finestra e… cosa? Niente. La finestra non è sfondata. È regolarmente aperta. Dall’interno. Non manca nulla. Combo Tivoli, portatile, soldi non ce ne sono di loro, niente, era un’idea cretina.

Ale o Vale? Presumiamo per Ale, aiutato al momento giusto da una compiacente folata di vento.

I gatti risultano in sottonumero di due (perché Taylor è entrato insieme a me, seguendomi nei miei deliri con il suo miagolio roco e suadente). Aristillo arriva una mezz’oretta più tardi, giusto dopo che ho sclerato riversando litri di nervosismo su Ale.

Hermione si fa una notte brava, sgattaiolando dentro la mattina, nemmeno tanto presto. La trovo che fa colazione, e mi guarda come niente fosse fra un croccantino e l’altro.

Di Hernan nessuna notizia. Strano. Lui si presenta da solo, di solito, lo decide lui a che ora tornare e se entrare in casa o solamente osservarti dalle scale impastando sui gradini.

Ci vestiamo, dopo la colazione, e decidiamo di cercarlo nei suoi soliti posticini. Nulla, nella cantina in fondo alla piazza del comune. La cantina qui sotto l’hanno chiusa, hanno messo un bel vetro, chissà da quanto, ci sono merletti di ragnatele…

Proseguiamo agitando la latta dei crocchie chiamando. Herniii! Nuzzo, dove sei? Dai, ragazzo, fatti vedere!

Wahwah.

Il suo particolare miagolio, venato da un leggerissimo tono di panico.

WAHWAH!

Ale già inizia a lamentarsi. No. Non dirmi che.

Mi avvicino al portoncino dell’appartamento di sotto.

Wahwah. Mamma, sei venuta a salvarmi!

Unghiate sulla porta.

Il solito rituale: richiamo, allettamento con i croccantini, calata del lenzuolo, e dai, ragazzo, arrampicati!, telefonata alla proprietaria, e salvataggio del gatto.

Ho ingenuamente pensato che sarebbe stato facile recuperarlo dalla nostra cantina, in cui è andato a rintanarsi per smaltire la fifa in eccesso, ma vuoi mettere tra il tornare subito a casa e lo sfiancare Vale con un nuovo divertentissimo giochino? Si chiama “giro giro tondo”. Si entra dalla finestrella, ci si va a nascondere nella grotta, in mezzo al ciarpame, si attende che Vale arrivi con quella rumorosissima torcia a manovella, e quando ci trova, ci si catapulta fuori. Si aspetta che Vale ci segua su per le scale, e ci si reinfila in cantina dalla finestrella. And so on.

Sono stata nervosa tutto il giorno.

La sera si è fatto vedere qui fuori, aveva sentito il rumore della scatoletta, ma mica è entrato. Non subito. È entrato quando lo ha deciso lui, nel momento in cui io stavo cercando materiale per costruire un lanciafiamme. No, che avete capito! Mica per lui, povero il mio ragazzo! Per la cantina. Una bella fiammata e via tutto il ciarpame stipatovi dai simpatici ex proprietari più le nostre aggiunte.

Comunque. Ha mangiato, il reprobo, si è lavato a lungo, e ha dormito tutta la notte sulle mie gambe.

Questo è proprio il mio ragazzo! Mi chiedo solo una cosa… che fine ha fatto la leggendaria furbizia dei gatti?

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