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Prendere le distanze

14 dicembre 2011

Scrivo questo post come lettrice, amante e scrittrice dilettante di fantastico.

Su Repubblica hanno scritto un trafiletto sul tizio che a Firenze ha ammazzato due senegalesi, ne ha feriti altri, e poi si è ucciso.

Voglio portare la vostra attenzione sul modo in cui hanno dato la notizia.

Titolo, frequenta Casa Pound, quelli di Casa Pound prendono le distanze, il tizio aveva tot anni, scriveva ed era appassionato di fantasy e fantascienza, l’inevitabile Tolkien.

Non restano sulla notizia. I cinquant’anni del killer, i compari fasci che si dissociano, e poi il fantasy.

Che c’entra il fantasy con un delitto razzista?

C’entra che in questo paese da troppo tempo la letteratura fantastica viene piegata a fini politici. Inizia con la destra che negli anni 70 si appropria di  Tolkien (che in America, d’altronde, era già stato assunto a simbolo della controcultura), si cristallizza coi campi Hobbit  di stampo fascista, e il marchio è pronto. Il fantasy è reazionario. Punto.

A me pare di risentire le stronzate che diceva qualche parrocchiano, ai tempi in cui ancora mi trascinavo per quei lidi, sul metal. Le solite: il metal, musica di Satana, i metallari che invocano il diavolo. (Io: non diciamo cretinate, per favore. Lui: guarda che finirai invischiata in qualche setta, se non stai attenta. Io: …)

Accostare il fantastico a questi razzisti viene facile. È così che si fa da decenni.

Sarebbe il caso di finirla. Sarebbe il caso di articolare meglio il discorso e non far passare a margine di una notizia un’associazione cotta e mangiata.

Come esistono derive fantasy di stampo destrorso, ne esistono articolazioni di tutt’altro tipo (ovvio: la vulgata superficiale identifica tout court il concetto di fantasy con draghi-spadoni-stregonerie). Come ci sono frange dell’heavy metal che scherzano col fuoco dell’immaginario satanista, ci sono sperimentazioni che plasmano chitarroni e decibel per condurli su lidi inimmaginabili per chi non è familiare col genere.

Ma questo vale (varrebbe) per tutti i generi. Solo che alcuni, evidentemente, si portano dietro (anche, a volte, per colpa di chi dovrebbe rappresentarli, dargli forma e struttura, identificarli agli occhi di un pubblico) incrostazioni più resistenti, pregiudizi meno estirpabili.

Qui, il post di Lara Manni.

Qui, quello di Wu Ming.

Per quanto mi riguarda: scrivo storie horror e fantastiche, sono di sinistra, atea e femminista, e mi rifiuto di essere accostata a un criminale razzista.

2 commenti leave one →
  1. Mario permalink
    14 dicembre 2011 14:28

    Da amante della letteratura fantastica non posso che esser d’accordo. Per fortuna, in questi ultimi tempi si assiste a una reazione, magari piccola, magari solo sul web, e le case editrici e i media non possono più far finta di nulla.
    Lo dimostrano le tante reazioni a chi scrive delle cretinate sugli scrittori di fantastico (l’articolo su Repubblica cartaceo definisce Lovecraft uno scrittore fascista! 😦 ).
    A proposito di Tolkien e del suo uso politico, ho appena letto una recensione a un altro suo libro che dimostra come siano veramente degli incompetenti!
    http://www.jrrtolkien.it/

  2. Paolo1984 permalink
    14 dicembre 2011 17:43

    mi auguro che quel destrorso di Frank Miller o qualche suo fan non ammazzino mai nessuno, oltre al dolore per la perdita di una vita innocente non vorrei dovermi giustificare per aver apprezzato artisticamente alcuni film tratti dai suoi fumetti

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