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Esili verdi speranze nel nero futuro

2 novembre 2011

Vorrei riportare la testimonianza di una mia amica che vive a Londra.

Il canile principale di Londra è un Hotel a 5 stelle per cani e gatti, viziati e portati a spasso da migliaia di volontari.
Hanno sterilizzato gratis il mio gatto perché avevo uno stipendio basso, capisco perché il randagismo qui in Inghilterra è completamente debellato da almeno 30 anni. Qualcuno dirà chi se ne frega, io invece inviterei tutti a guardare i nostri canili, le strade e le campagne (soprattutto al sud) in cui si aggirano branchi di cani affamati e malati tra una montagna rifiuti o tenuti per tutta la vita legati ad una catena da dei trogloditi.

Alberi che crescono tra cessi e materassi, casali storici lasciati alla mercè di vandali. Mentre in altre parti d’Europa organizzano tour per vedere delle cose che per noi ITALIANI sono ridicole e insignificanti abituati come siamo alle ricchezze urbanistiche e artistiche realizzate in epoche in cui in Italia regnava la genialità (secoli fa).

Questo perché il grado di civiltà di una Nazione si misura dal rispetto per gli animali e l’ambiente, non perché siano più importanti, ma semplicemente perché questa è la forma più sincera e disinteressata di rispetto, nonché assolutamente priva di compromessi formali a cui “dobbiamo” sottostare e tutti hanno il dovere di trasmetterla!

Ma diamo la colpa alla classe politica, che secondo me è la più giusta conseguenza di una società menefreghista.
Quindi, per capire il livello di civiltà di una nazione, bisognerebbe visitare prima di tutto i canili e i cessi pubblici.

Tanto per.

La cultura da noi viene spacciata come inutile, come qualcosa che non porterebbe pane in tavola. Quando è palesissimo, che è proprio questo che porta (dovrebbe portare) il pane in tavola, in Italia, mica il petrolio che non c’è.*

L’Italia vista attraverso i canili e i cessi pubblici (io ne ho visti parecchi) non ci fa bella figura.

E nemmeno vista attraverso la conservazione dei beni storici e archeologici.

Però una piccola, flebile speranza c’è. Qualcuno che lotta per cambiare le cose. Per tornare a essere quella che una volta era la meta privilegiata del Grand Tour degli intellettuali di tutto l’occidente.

* Sì, magari qualche goccia di petrolio c’è pure, ma rischiamo di vederci in  casa le solite multinazionali, che si prenderanno tutto il prendibile, distruggendo territorio e fragili ecosistemi, e rivendendoci lo stesso petrolio che hanno scavato a casa nostra. Leggete bene i post di Erbaviola. E diffondeteli.

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2 commenti leave one →
  1. 3 novembre 2011 08:43

    ciao e grazie di avermi fatto “trovare” questo blog bellissimo, molto green e intelligente come piace a me.. ora devo capire come si fa a commentare da queste parti 😀

  2. 3 novembre 2011 09:58

    Ciao Wonder, benvenutissima ^_^
    Grazie per il “bellissimo”. Per commentare puoi continuare così, da “esterna”, o farti un account su wordpress, ma non è così necessario, qui può commentare chiunque ^_^

    In ogni modo se hai domande, chiedi pure.

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