Skip to content

Salutando Daegu

5 settembre 2011

Moretti in Aprile, conversando con Pietro, disquisiva sul celebre “braccino”, limite ontologico dei tennisti italiani post-Panatta. Se nel frattempo, almeno per quel che riguarda le tenniste, l’arto sembra essersi sbloccato, ci sarebbe da fare un discorso omologo sulla “gambina” (“gambetta”?; gambuccia”?) degli atleti italici.

Siccome tanto ci piace affidarci al salvatore della patria di turno, quando il baratro è vicino, a Daegu Sant’Antonietta da Cava ha espletato al meglio il suo compito di salvatrice dell’onore, quel che ci era mancato due anni fa nella disfatta berlinese. Eppure si ritorna dalla Corea con una sensazione di scoramento.

Perché già andiamo ad affrontare il mondo coi panchinari del calcio, come chiosa dal divano di casa il Mitico Franco; già i pochi campioni che passa il convento si infortunano più o meno scriteriatamente (Schwazer sciando, pensa che furbo, più o meno come l’Howe improvvisato sprinter di qualche anno fa).

Ma soprattutto, quelli che sono in pista vanno volentieri di controprestazione nel momento più importante della stagione, quando dovrebbero tirar fuori la gara della vita e invece rimangono lì, interdetti, come non gli avessero detto che sì, effettivamente stanno ai Mondiali, mica al meeting di Pescasseroli.

L’esempio preclaro in dirittura d’arrivo: la pur ottima staffetta 4×100, in una finale dove tre pretendenti al podio si intruppano l’uno con l’altro, e col tempo della semi si arrivava al bronzo (col loro record all’argento), riesce a piazzarsi quinta, toppando nel suo punto di forza, gli iperpreparati cambi di testimone.

Mi riconsolo con l’amata Allyson, che pur uscendo semi-delusa dalle gare individuali (quei 3centesimi dalla Montsho nei 400 gridano vendetta), se ne torna dal suo coraggioso tour de force col record di medaglie della manifestazione: 2 ori, un argento, un bronzo. Speriamo non le consiglino di metter su muscoli per Londra,  compromettendone la corsa sublime.

Quanto al sottoscritto, quando Tilli (magari memore della sua storia con la Ottey) ha chiesto se qualcuno non se la volesse sposare, Aly, per dare qualche speranza al futuro quanto mai incerto della nostra atletica, mi sono immediatamente proposto, ma la Vale non è che l’abbia presa benissimo, chissà perché.

Annunci
No comments yet

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: