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Il granaio dei nostri sogni

3 agosto 2011

[…] Jim Qwilleran, giornalista per metà a riposo ed erede dell’enorme patrimonio Klingenschoen, era andato ad abitare in un granaio! […] In origine il granaio era stato usato per la spremitura del sidro e la marmellata di mele cotte nel sidro. In anni più recenti tutto ciò che ne restava era una gran quantità di spazio vuoto che saliva, come una cattedrale, fino al tetto ottagonale. C’era voluta una ristrutturazione drastica per renderlo abitabile, ma il signor Q., dopo esservisi insediato, aveva appurato con piacere che all’interno, nelle giornate calde e umide, aleggiava ancora nell’aria il profumo di mele Winesap e Jonathan.

Ecco, una bella idea per la CdNS potrebbe essere quella di fare come Qwill. Prima ereditare un fortuna da qualche parente che manco sapevamo di avere, quindi andarsene da Giù nel Basso verso la contea di Moose (o l’Umbria, o la Toscana, magari), e ristrutturare un bel granaio dove i gatti potrebbero scatenarsi in altezza e larghezza proprio come Koko e Yum Yum.

Una cosa tipo questa, insomma. Buttala via…

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