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These are the songs of my life: RoA Edition

14 febbraio 2011

Ci sono quelle canzoni che si incastrano così profondamente nella scena di un film che diventa impossibile poi separarle, e ogni volta che le risenti, in qualsiasi circostanza ti si presenta in mente quell’esatta combinazione sinestetica.

Prendiamo Roger Avary. Sì, lui, l’ex sodale di Tarantino, tanto bravo nel disperdere il suo genio tanto quanto l'(ex) amico è bravo nel capitalizzarlo. Sì, quell’Avary che ha diretto uno dei miei film preferiti degli Anni 90 (Killing Zoe), e uno dei miei film preferiti degli Anni 0 (The Rules of Attraction), e speriamo che almeno un film da mettere tra i miei preferiti degli Anni 10 lo tiri fuori.

Ecco, in RoA ci sono per l’appunto due esempi preclari. 1) Colours (Donovan, 1965): il gentile conversare acustico del menestrello di Glascow +  la più bella scena in split screen della storia; 2) Without You (versione di Harry Nillson del pezzo firmato Badfinger, 1971): l’impeto mélo di una ballad suprema + la più bella (si può dire senza offendere nessuno?) scena di suicidio della storia.

Un fottuto genio, Avary, sì, davvero un fottuto genio.

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