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Day(s)

18 gennaio 2011

C’è qualcosa di commovente nei tentativi di catturare, tramite l’esponenziale moltiplicazione dei punti di vista, l’essenza di un giorno, sottraendolo al “fiume del costante cambiamento” per eternarlo, scolpito in una miriade di sfaccettature: sia il 10/10/1o di One Day On Earth o il 24/07/10 di Life in a Day. Un senso di perdita irrimediabile e di salvataggio immediato.

A me in casi del genere viene sempre in mente la copertina di Systems of Romance degli Ultravox: istantanee da tempi e luoghi diversi/uguali, dislocate su un piano nero, interagenti con la dimensione temporale di chi guarda – arresa al dialogo di notti e tramonti, di nostalgie moderniste e tensione al futuro. Dislocazioni sentimentali fissate per sempre, o poco meno.

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