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Nath, again

17 novembre 2010

Tanto la settimana prossima finisce, e con lui la regressione adolescenziale dei relatori di codesto blog (in primis della sua componente Alesca, che ormai ha bisogno di forti dosi di camomilla per dormire il martedì sera, stante l’eccessiva quantità di adrenalina presente in circolo).

Per il momento, però, abbiamo la scimmia sulla spalla e vi tocca, volenti o nolenti, sorbirvi le nostre impressioni sulla memorabile semifinale.

Carmen Consoli Arriva, inesorabile, il momento, per tutte le cantantesse che ci siamo coccolate negli anni, della collaborazione col bolso omarino di turno. Elisa che duetta con Schifido Liga, e L’Aura che s’accompagna a Patema Grignani, e Carmen che scrive col Prezzemolo Ferro. Non c’è speranza, a quanto pare (e c’avessero almeno un Peter Gabriel a disposizione). Nath, almeno tu: SALVATI FINCHE’ SEI IN TEMPO!

Gianni Morandi Ed è subito oratorio.

Davide Come prevedibile, il normodotato catanzarese sfodera la più trita delle Renga songs, una sanremata precoce da lasciar andar via nella pioggia, e dimenticare.

Kymera I nuovi nuovi angeli si fanno scrivere da “Punk Averna” Ruggeri un tema che l’avessimo sentito da bambini come sigla di un cartone giapponese ci avrebbe subitaneamente entusiasmato (“C’è una civiltà che conosce l’armonia… Nelle sua città c’è una cosmica magia” e via così).

Nevruz In attesa di sentire le sue famose elaborazioni elettro-stoner, ci propone papale papale una variante del rock situazionista frignone con voce da crooner ubriaco cui ci ha abituato, secondo i dettami dei deathmetallari evocati dal suo esimio giudice, con contorno matrilineare di mamme e nonne commosse. No, sinceramente: Nevruzzz ci sembra sputato il classico rockettaro tenerone che strilla e spacca ma ha tanto di quel sentimento dentro che proprio non si sa: studiatevi bene le espressioni da cucciolotto bastonato che fa davanti alla giuria. (Quello che ci fa davvero paura è Davide dei Kymera: lo sguardo attonito lo candida autorevolmente a psicokiller in qualche rifacimento di gialli argentiani.) Però, però in fondo il Nevruz ci piace, e anche solo il vederlo al ballottaggio che sembra scegliere lì per lì la sua proposta a cappella, per poi sfoderare un pezzo del Balletto di bronzo, nientemeno, vale il prezzo del biglietto.

Nathalie Voleva essere Tori Amos, e in mezzo al circo che le sta intorno ha davvero la statura di una gigantessa. E questo lo sapevamo da quel dì. Ma c’è di più, attenzione. Fino alla scorsa puntata l’inusitata presenza di Stefano rendeva ogni pronostico vano, dato che la mina vagante caricata a pietismo poteva far fuori chiunque. Eliminato vivaddio il pericolo, si è tornati in canoni più logici, e a questo punto anche la previsione che vedeva i Kymera come anello debole da far fuori prima della finale si è puntualmente avverata. Ora, fino alle 10 di ier sera, il vincitore annunciato era con ogni evidenza Davide, il pischello carino, bravo e acchiappante, perfetto prodotto radio/disco in vitro, con Nevruz a contrapporglisi come variante impazzita, omaggio ai diritti della trasgressione per come viene concepita su una prima serata generalista. La bomba scagliata da Nath In punta di piedi, però, non ha mancato di far rumore, e in un attimo ha rimescolato tutte le carte in tavola. Perché ha messo definitivamente a fuoco la gattina con gli artigli, trasformandola da “quella brava che non arriva” a quella che ha percorso una ben precisa parabola dentro al programma: passando per una incredibile quasi-eliminazione in prima puntata, imponendosi pian piano, prestazione dopo prestazione, precipitando in una crisi a metà percorso, riuscendone ancora più forte, e infine esplodendo come personaggio a tutto tondo con una canzone totalmente sua, pregna di una poesia intensa e fragile che la sua potenza espressiva catapulta in altre dimensioni, tutte da esplorare. Hai voglia a dire, Maionchi, che il tuo pupillo si è trasformato nel corso dei 3 mesi: in realtà Davide è rimasto inesorabilmente uguale a sé stesso e fedele ai suoi limitati talenti, specchiati dal brano cucitogli addosso. D’altra parte il maudit Nevruz, al momento della verità, ha preferito normalizzarsi, rifugiarsi in una canzone tradizionale più o meno personalizzata a forza di bidoni percussivi e metamorfosi vocali.  L’unica a uscire come crisalide dal bozzolo imponendo agli altri (e non il contrario) la propria versione di sé stessa, è stata lei, la nostra N.B.G.: che si è dovuta far giudicare dalla Tatangelo e massacrare esteticamente da Tommassini, che è dovuta passare per Ray of Light e Cicale, ma alla fine la sua vittoria morale l’ha avuta, intera e senza sconti. In 4 minuti tutti i frammenti sparsi della sua personalità si sono compattati miracolosamente, rivelandola intera e splendente. Non a caso, ormai definitivamente liberata, nella seconda manche ha sfoderato una Bette Davis Eyes perfetta e pervasa di un understatement degno di chi non deve più dimostrare niente a nessuno. Ergo, al climax, quando i duri cominciano a giocare, Nath (timida eroina dell’autodeterminazione femminile) ha sferrato l’attacco, gli altri due han fatto melina, e nell’arco di un talent show (che è anche, intimamente, un reality) son processi che contano. Perché la sua “narrazione”, per dirla con Vendola, è stata pervasa di una carica drammatica ignota agli altri. Perché ha fatto gol al momento decisivo. Perché se l’emozione (vedi Stefano) domina, se si coniuga anche al talento, son dolori per tutti. Non è per niente un caso che sul FB di X Factor si riscontrano, incredibile dictu, 211 commenti alla performance di Davide, e 365 a quella di Nath, per non parla del botto di visualizzazioni youtubiche. Alla fine probabilmente vincerà comunque lui, ma molte sicurezze son crollate, nelle ultime sere, e niente sarà più lo stesso, davvero.

Pooh Son quasi vent’anni che Antonello Fassari faceva ad Avanzi la gag del compagno caduto in coma negli anni 70, e che al risveglio trova tutto stravolto, a parte loro, gli immarcescibili. Oggi, 2010, siamo ancora lì. Ale ha proposto a Vale, tra i prossimi concerti, vicino a Paolo Conte, anche un bel Dove comincia il sole tour. Secondo lui lo spettacolo del cerone che si scioglie sotto i riflettori stile Morte a Venezia potrebbe essere memorabile. Lei ha nicchiato, salvo minacciare ricorsi ad avvocati per prolungate violenze psicologiche.

In the end Facchinettino pronuncia il nome di lei, prima finalista, a mezzanotte passata. Da queste parti non si era così contenti da quando Denise Karbon vinse un gigante col polso fratturato, e abbiam detto tutto. Martedì prossimo, saremo ancora sulle barricate. Hasta siempre.

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4 commenti leave one →
  1. 18 novembre 2010 13:15

    Oddio quanto so’ brutti i Pooh *fa una vocetta tremula e spaventata*

  2. 26 novembre 2010 01:46

    ma allora state proprio folgorati di brutto…peggio di quanto pensassi!
    Ciao belli, un saluto, vi leggo sempre e ci manca il vostro punto di vista sul sito 🙂
    buena vida

  3. 26 novembre 2010 01:47

    scusate ho confuso i campi…

  4. 26 novembre 2010 10:25

    Dai, Elh, è finito il delirio xfactoriano (non quello nathaliesco). Su Artena ogni tanto passiamo, e commentiamo se c’è qualcosa su cui abbiam da dire. Sempre vigili!

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