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Non è un paese per vecchie. Né per bambine. Né per brutte.

17 settembre 2010

Ieri sono stata alla Feltrinelli della galleria Colonna in Roma, a sentire la presentazione del nuovo libro di Loredana Lipperini, Non è un paese per vecchie. Ci tenevo molto ad esserci. Prima di tutto perché mi interessa l’argomento. E poi perché sono una fan di Loredana.

Mi piace quello che scrive, mi piace come lo scrive e mi piace come lo dice.

L’incontro era presentato da Concita De Gregorio (un’altra grande donna di cui sono fan) e Marino Sinibaldi*.

Lo snodo centrale riguarda non la vecchiaia in sé, ma la percezione della vecchiaia, i rapporti fra le varie fasce di età e – ça va sans dire – le differenze di genere in questa fase della vita.

Ma questo post non vuole essere una relazione dell’incontro. Il mio consiglio per i nostri quattro gatti di lettori è comprare questo libro e leggerlo, regalarlo ad amici e parenti, prestarlo in giro, insomma… come per le “bambine”, far girare le idee. Come hanno notato diverse persone, lo scoglio principale di questo paese è l’informazione.

Per quanto mi riguarda posso fare ben poco al riguardo, a parte quello che dicevo sopra, prestare il libro ai miei parenti, scriverne sul nostro blogghetto, condividere i post su Facebook.

Una cosa che mi ha colpito è stato il dato statistico per cui in Italia sono fortemente attive su FB le donne tra i cinquanta e i sessanta. E (riporto malamente l’aneddoto raccontato ieri da Loredana) di solito vengono viste come la forma odierna della casalinga di mezza età che si attacca alla bottiglia davanti alla lavatrice.

Non è così. I social network tanto deprecati da un certo tipo di persone sono una cosa potentissima. Accantonarli come “roba da adolescenti perditempo” vuol dire sottovalutarne le possibilità.

Io non sono né una ragazzina né una vecchia, quindi posso portare solo il mio (diretto o meno) caso: l’impegno animalista.

Con i blog e i forum si raggiunge un certo numero di persone. Oggi per esempio c’è da trovare casa, mettiamo, a tre gattini di Firenze, o a una setterina di Colleferro. Fino a un anno fa scrivevo una nota su un foglio word, lo copiavo sul blog e sui forum che frequento, facevo una mailing list e chiedevo ai miei contatti di far girare.

Oggi faccio una nota su FB e taggo i miei amici, fra cui ci sono alcune associazioni che hanno molti contatti. Tant’è che la setterina riesce a trovare casa in meno di una settimana**.

Il succo del discorso è questo. Bisogna fare qualcosa, perché la situazione, così com’è, è diventata intollerabile.

Per cambiare la società bisogna cambiare la testa della gente.

La testa della gente la si cambia soltanto informando.

Quanto al libro, ho letto solo l’introduzione, e già mi si raggriccia la pelle. Avevo una certa idea della situazione, ma, come dire, uno che non ha mai visto l’Everest pensa che si fa fatica ad arrivare in cima al paesetto sui colli Albani.

*Già, Sinibaldi: qualcuno ha detto che non bisognerebbe mai incontrare i propri idoli radiofonici. Io Sinibaldi l’ho scoperto poco tempo fa, ascoltando Fahrenheit, e mi è molto simpatico. La settimana scorsa, durante una trasmissione da Mantova, intervistava il poeta De Signoribus, che era molto imbarazzato, mentre lui si stava facendo le più pazze risate.

**Ecco, poi in realtà due gattini come i nostri, che non rientrano tra i casi urgenti, non trovano adozione. Ma di solito succede il contrario…

7 commenti leave one →
  1. 17 settembre 2010 10:04

    Sono d’accordo sul discorso che non bisogna accantonare FB e gli altri Social Network, dicendo che sono solo roba per adolescenti o per depressi. Come ben dici tu sono un’arma molto potente, che se usata bene, può essere molto utile…

    X-Bye

  2. marino permalink
    20 settembre 2010 19:56

    ma guarda che de signoribus si divertiva più di tutti noi, coerente con il suo stesso, bellissimo imbarazzo (e con le sue poesie, che sono belle!)
    ciao
    marino

  3. 21 settembre 2010 09:10

    AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAH!
    Marino Sinibaldi!
    Sul nostro blog!

  4. 21 settembre 2010 09:50

    Carramba.

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