Vai al contenuto

Who’s the woman, who’s the man

14 giugno 2010

Scommettiamo che anche questa volta finirà in un gran pasticcio?

L’anno scorso, quando Caster Semenya vinse gli 800 mondiali a Berlino, fu tutto un accavallarsi di voci, di maldicenze, di pettegolezzi, di si dice – intorno alla sua appartenenza di genere sessuale.

Semenya diventò il secondo casus belli venuto dal Sud Africa a gettar scompiglio nell’atletica contemporanea dopo Pistorius. Ci fecero una figura barbina un po’ tutti, dalla federazione sudafricana alla IAAF, cui la situazione sfuggì di mano in men che non si dica, dalle rivali ai commentatori.

Adesso si ricomincia. E sì che potrebbe essere, ancora, un’occasione d’oro per interrogarsi sulla labilità dei confini di genere, sulla ricerca condivisa di regole nuove per quei campi (come lo sport) dove la separazione tra uomini e donne è obbligatoria, ma dove nascono (come ovunque) fiori strani, indecifrabili, che mettono in crisi le tassonomie usuali, pigramente adagiate sulle proprie certezze.

L’argomento è delicato, fascinoso, ricco di spunti biologici e filosofici, da trattare con tutta la sensibilità del mondo, anche perché di mezzo c’è il corpo e l’essenza di una persona che avrebbe il diritto di non dovrebbe diventare campo di battaglia ideologico.

Alla fine, temiamo, saranno ancora voci, maldicenze, pettegolezzi, ripicche.

No comments yet

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: