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Let the tears roll in

6 maggio 2010

Già parlai di canzoni e lacrime, tempo fa, niente di nuovo.

E continuo a chiedermi quali meccanismi quasi scientifici di azione e reazione riescano a mettere in moto, certi brani, per provocare matematicamente l’effetto finale, ovverosia il piantone catartico.

E per quanto tu lo sappia, per quanto sia preparato dalle precedenti esperienze e cerchi di frenare, prima della curva fatale, è come se ogni volta ti cogliessero a tradimento, colpendo dove non v’è difesa possibile.

Per esempio, quando attacca “We starve-look/At one another/Short of breath”, so l’inesorabile che seguirà di lì a 2-3 minuti.

Non c’è scampo.

2 commenti leave one →
  1. giulia permalink
    6 maggio 2010 17:20

    Sai che il link non va?
    Cmq me lo sono andata a cercare su youtube.

  2. 7 maggio 2010 08:24

    Ah. Qui funziona. Misteri linkistici.

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