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Il muro su cui gli inquisitori scrissero

19 ottobre 2009

L’ho visto oggi, salendo per Medaglie d’oro.

Arrivano a intervalli regolari, in corrispondenza della fermata d’autobus di Piazza della Balduina. Li marca, in basso, un verde trifoglio, un bel simbolo, sembrerebbe. Accanto, la firma (la rivendicazione, diremmo): Il popolo della vita. Ecco. Gli ultimi hanno in testa, bella grossa, una scritta: UOMO FOBIA. Non so se quelli della vita hanno registrato il marchio di questa interessante formula. La mia intelligenza è notoriamente limitata, ma suppongo si tratti di una contropolemica sul tema dell’omofobia. Ovverosia, il problema che dovrebbe turbarci non sta nel violento revanchismo omofobo cui danno gas parole e azioni di gente piazzata in alti lochi da una parte e l’altra del Tevere. No, il problema è la fobia per la razza umana in generale di certo rampante laicismo (si ha come l’impressione che certuni vedono laici – laicisti, si preferisce dire – ovunque, come certun’altri coi comunisti): e infatti la precedente apparizione in forma di murale si rivolgeva alla pillola Ru-486. Ma questo nuovo, beh, va uno step più in là. Lo spunto stavolta vien da fuori, perché i vitalistici hanno a cuore anche la triste situazione dei nostri cugini iberici, e magari temono che improbabili venti zapateriani scavallino a queste longitudini.

Eccolo (l’ho preso qui, non avendo fatto in tempo ad immortalarlo live).

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Ora, qualsiasi indignazione, per quanto sacrosanta, sembra, come dire, inadeguata. Piuttosto, cancelliamo le parole, così grevi, così biecamente compiaciute di sé. Lasciamo solo l’immagine, quella bellissima estrapolazione dal film di Schaffner. Da solo, quel bacio multispecista (e al limite antispecista) fa crollare come d’incanto le certezze assolutiste dei vitaioli, le capovolge, le calpesta, le lascia nella loro meschina dimensione autoreferenziale per farci intravedere tutt’altri arcobaleni di pensiero, dove l’accostamento gay-scimmia non è un insulto (se non in menti fossilizzate su dogmi morti) ma giusto una possibile declinazione delle nostre possibilità. Perché siamo tutti gay, tutti scimmie, siamo tutti uomini e tutte donne, tutto (grazie a qualche dio o non dio) è relativo, sincretico, meticcio, impuro, crossoverato. Questo è il mondo che ci piace(rebbe), con buona pace vostra, popolo delle catene.

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2 commenti leave one →
  1. 21 ottobre 2009 16:00

    ’ho visto anche io da poco e mi ha lasciato esterrefatto. Ho faticato per capire a cosa fosse pro e a cosa contro, tanto quell’immagine ce l’ho stampata in testa associata ad altri binari (nobili e lusinghieri).
    Hanno preso il simbolo dell’opposto di ciò che professano e l’hanno spogliato della sua meravigliosa natura originale. Mostri.
    L’unica consolazione è che, come dici tu giustamente, l’immagine e il suo vero contenuto parlano molto più forte delle loro bassezze.
    PS Approdo qui dal blog di Lara Manni, complimenti 😉

    (ho commentato per sbaglio il topic successivo, perdona, fine giornata di lavoro…)

  2. 22 ottobre 2009 08:58

    Ema, figurati!
    Benvenutissimo!

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