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Di pillole e di grumi

6 agosto 2009

Da quando è uscita la notizia del via libera alla famosa pillola abortiva, la ru 486, ne ho sentite, di stronzate.

La più grossa l’ha detta la tal Roccella, sottosegretario alla salute, che paragona i rischi di un aborto chirurgico a quelli dell’aborto farmaceutico. Di più: c’è addirittura chi afferma che la cosiddetta Kill Pill (cosìddetta dagli antiabortisti americani perché ucciderebbe il bambino*) è pericolosissima per le donne:

la pillola abortiva Ru486 è conosciuta negli Usa con l’appellativo di kill pill perché avrebbe provocato la morte di numerose donne a causa della sua alta pericolosità, troppo spesso sottovalutata sia dai medici che la consigliano e sia dalle donne che l’assumono quasi come se fosse un normale contraccettivo;

si è potuto verificare, negli Stati in cui tale farmaco viene utilizzato ormai da anni, che il rischio di morte dopo l’aborto provocato con la somministrazione della pillola RU486 è di 10 volte maggiore rispetto a quello che si può avere con un’interruzione di gravidanza eseguita chirurgicamente.

Quando nella realtà circa il 50% delle gravidanze non viene nemmeno rilevato, perché si risolve da sé in un aborto spontaneo, ecco allora che tutte queste gravidanze nascoste provocherebbero gravissimi danni alle donne.

E quando io ho il ciclo, infatti, rischio la vita**.

Ps: al documento del senato sono arrivata tramite Betty Moore, che mi ha preceduta scrivendo – con il suo solito stile – un post al vetriolo su questa faccenda.

*Il bambino, appunto. La contraddizione in termini di questi sedicenti difensori della vita, che tengono più da conto la salvezza di un grumo di cellule piuttosto che quella della madre. Sempre la Roccella si lamenta del fatto che con la ru 486 si riverserebbe sulle donne tutta la responsabilità di un aborto… insomma, si lascerebbe alla donna la piena libertà di decidere della propria vita. Terribile, no? Una vera e propria barbarie.

** Più che rischiare la mia vita, visto che soffro di dismenorrea, forse la rischia qualcun altro: che se non ho la mia dose di nimesulide, mi vien voglia di sfogarmi in modo violento.

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