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Ex Libris 51 (il mare in una conchiglia)

14 luglio 2012

Poi Candy inciampò in un oggetto facendolo schizzare nell’erba. Era di sicuro solo un sasso. Eppure si chinò per guardare da vicino, e con sua sorpresa si accorse che non era affatto un sasso, ma una conchiglia. Era anche grande, quasi come il suo pugno chiuso, e aveva alcune corte punte. Non era, lo sapeva, il guscio di una chiocciola. Intanto era troppo grossa, e lei non aveva mai visto il guscio di una chiocciola con le punte. No, quella era una conchiglia marina, ed era chiaramente vecchia. I suoi colori erano sbiaditi, ma riconobbe ancora un disegno elaborato: un motivo che ne seguiva la spirale decrescente.

La rivoltò, scosse dalla cavità quella che stranamente aveva tutta l’aria di essere sabbia, e l’avvicinò all’orecchio. Era un giochetto che le aveva insegnato il nonno, ascoltare il mare in una conchiglia. E benché sapesse che si trattava solo di un illusione – i vaghi echi dell’aria all’interno della conchiglia – era quasi sicura di udire il rumore delle onde, come se la conchiglia avesse conservato dei ricordi della sua vita nell’oceano.

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